Lo stop di Fico alle autonomie: «Decide il Parlamento». Fondi russi? «Salvini riferisca in Aula»

martedì 16 Luglio 15:17 - di Stefania Campitelli

Stop alle autonomie, provvedimento bandiera della Lega, la tenuta del governo, i tagli dei parlamentari, la faccia feroce con Salvini. Roberto Fico, approfitta della tradizionale cerimonia di consegna del Ventaglio, nella Regina di Palazzo Montecitorio, per un intervento-comizio sull’attualità politica.

Fico all’attacco delle autonomie

«Solo il Parlamento può decidere. Sarò inflessibile, dovrà passare tutto in un percorso serio», dice a proposito del dl sulle auonome. E spiega: «Non si possono dare potestà legislativa ad altri se noi siamo la potestà legislativa. Solo dopo un ampio confronto possiamo cedere potestà legislativa ad altri: il Parlamento «deve essere luogo centrale di discussione su provvedimenti sulle autonomie. Domani vedrò la presidente del Senato anche su questa questione per un iter legislativo simile tra Camera e Senato». Poi un passaggio su Bruxelles: «L’Europa deve essere centrale, deve avere un ruolo di equilibratore nel campo delle politiche sociali e internazionali. Quindi l’Europa deve essere forte ma questo non significa che non si possa riformare. Il presidente e la nuova commissione devono esserne consci. Il mantra dell’austerity deve cambiare, ci deve essere una flessibilità maggiore per gli Stati che voglio attuare le politiche per stimolare lo sviluppo, o per stimolare la domanda interna o per la lotta alla povertà».

«Salvini riferisca in Parlamento»

Bene la legge sul taglio dei parlamentari, totem grillino, (passato tra l’altro grazie al voto di Fratelli d’Italia): «Non è solo un problema di risparmio di soldi ma la priorità è l’efficienza e la qualità del lavoro dei deputati. Io penso che il taglio vada bene», ha detto il presidente della Camera commentando il ddl costituzionale che riduce il numero dei parlamentari, approvato in seconda lettura la scorsa settimana al Senato. Poi qualche frecciatina velenosa al premier (che ritiene il male minore): «Ho scritto a Conte, sottolineando che vengano fatti meno decreti perché troppi decreti non riescono a far lavorare la Camera. Con i decreti legge la qualità legislativa si abbassa e rendono complicata la gestione del calendario dei lavori. Questo va a incidere anche sui costi del Parlamento. Questo è un dato di fatto», taglia corto Fico indossando i panni istituzionale che in genere non sono i suoi preferiti. «Salvini in Parlamento? Il dibattito sarebbe positivo. È  arrivata la richiesta del Partito democratico di far venire Salvini in Aula a riferire sulla vicenda dei presunti fondi russi alla Lega, quando il Parlamento, o l’opposizione, o un gruppo di maggioranza chiama è sempre un qualcosa di positivo, di giusto, di buono. Secondo me, quella è la strada più giusta. Ho informato della richiesta il ministro per i Rapporti con il Parlamento».

 

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