L’Italexit lo fa l’Europa. Prima o poi dovremo chiederci che ci restiamo a fare

giovedì 4 luglio 6:00 - di Francesco Storace

Europa ostile. Ostile al popolo italiano, ostile alle sue scelte e persino ai programmi che ha votato. Europa irridente, che premia chi perde. Europa nemica, che rimette nel cassetto la procedura d’infrazione in cambio della promessa di non abbassare le tasse.

Solo Giuseppe Conte può raccontare la panzana di un ruolo importante dell’Italia in Europa dopo lo spettacolo delle nomine. Unico nostro connazionale ai vertici comunitari, David Sassoli. Deputato europeo, ma dell’ala sconfitta in Patria, presidente dell’assemblea di Strasburgo. Un’umiliazione cocente per milioni di italiani che avevano pensato di liberarsi del Pd. E alla povera Lega nemmeno una vicepresidenza d’aula…

Nazarenen

Veleno per Matteo Salvini, a cui non è servito il 34 per cento alle europee. Avrà il ministero per le politiche comunitarie lasciato dal professor Savona e il commissario europeo che spetta all’Italia. Ma la Flat tax, gli manda a dire Moscovici che comanda ancora, se la può scordare.

Buio pesto per Luigi Di Maio, che in Europa ha bisogno del tomtom per capire la strada da percorrere.

Male anche per lo stesso centrodestra italiano, tra maggioranza e opposizione. Forza Italia aveva conquistato la presidenza del Parlamento Europeo con Tajani in alternativa alla sinistra; ora ci si è rimessa d’accordo – con il Pd e il Pse – per votare e far eleggere un esponente del partito di Zingaretti. E’ Nazarenen. (Anche se dicono di aver depositato scheda bianca in segno di stima…).

Insomma, un disastro dal punto di vista politico. Sul versante dei conti, la frenata della sanzione Ue all’Italia è stata determinata dalla manovra correttiva di otto miliardi contenuta nell’assestamento di bilancio approvata dal Consiglio dei ministri per evitare altri guai.

A ottobre nuovo esame

Ma gli esami – come nella commedia – non finiscono mai ed entro il 15 ottobre dovremmo ripresentare sempre alla Commissione in carica una manovra rigorosa, senza agitare la riduzione delle tasse, perché non vogliono farcele abbassare.

Insomma, l’Italexit sembra diventata la strategia dell’Unione Europea. Tenerci dentro, ma a colpi di mortificazioni inaccettabili. E prima o poi dovranno essere i partiti italiani a decidere se poter accettare il ruolo di comprimario per quello che è pur sempre uno dei paesi fondatori dell’Europa. È come se ci dicessero di accomodarci in cucina, senza farci avvicinare al salotto. È l’Europa che sceglie gli italiani che più le sono graditi, quelli a cui non frega nulla del loro paese, che non lo rappresentano affatto.

Un’Europa che sceglie la minoranza del nostro Paese; un’Europa che ci impone rigore fiscale; un’Europa che non scioglie ancora il nodo migratorio; è ancora la nostra Patria comune?

E’ una domanda amara, ma profondamente attuale. Ci pensino, i protagonisti della politica, perché così non si può più andare avanti. È evidente la provocazione di chi, come il Pd, arriva ad imputare a Salvini e Meloni di non aver votato Sassoli. Scarso sovranismo, sarebbe il reato…. Ci prendono pure in giro e noi restiamo nella compagnia a sborsare denari dei nostri contribuenti.

Ai vertici dell’Unione politica e finanziaria ci sono i campioni del rigorismo altrui, due donne scelte da Merkel e Macron. Chi perde vince e chi vince perde. È il gioco delle tre carte e noi dobbiamo restare a far vincere i bari?

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 10 luglio 2019

    Uscire dall’Europa puo’ costare cara. Gli italiani sono pronti a stringere la cinta ? Questo e’ il dilemma, ci sentiamo coccolati da Bruxelles ? Credo proprio di no, ma gli altri cosa ne pensano ? Salvini si sente solo? Certo non sente nessuno che lo inciti. Noi siamo bravi solo a dare fiato alle nostre trombe durante una partita di pallone, quando invece dovremmo farlo in 60 milioni su tutte le piazze d’Italia. Bisogna solo essere convinti e dare fiato a pieni polmoni mostrando anche i denti. Forza , facciamo uno sforzo e vedrete che anche Salvini si svegliera’.

  • Giuseppe Forconi 10 luglio 2019

    Vi chiedete cosa ci stiamo a fare in Europa? Io mi chiederei, perche’ ci hanno fatto entrare, chiederei a Prodi quanto gliene e’ entrato in tasca per averci messo la dentro, la stecca deve essere stata ben grossa e depositata direttamente alla Bahamas.

  • Laura Prosperini 5 luglio 2019

    Articolo condivisibile al 100%, quest’euro-pa è irriformabile altroché per cui giustissima (anche se, per me, tardiva da parte di tutta la politica Italiana) analisi sull’euro-pa e coraggiosa ma onesta (anche se tardiva da parte di tutta la politica Italiana) conclusione
    non ci resta che l’Italexit senza se e senza ma, prepariamoci bene ed agiamo quando ci è più comodo senza alcuna remora, ci stiamo impoverendo come popolo e come tessuto imprenditoriale, come aspirazioni culturali e come Civiltà Occidentale di riferimento.
    Non perdiamo altro tempo e soprattutto non attendiamo che siano lor signori (quelli che hanno ordito per decenni questo progetto usurante) a staccare la spina, facciamolo noi con ordine e disciplina.W. l’Italia.

  • avv. alessandro ballicu 4 luglio 2019

    bravissimo direttore finalmente qualcuno ha gli attributi per dire qualcosa veramente di destra.
    i sindaggi dicono che oltre la metà degli italiani vorrebbe imitare il regno unito,
    putin e trump non ci farebbero mancare il loro aiuto,
    viva l’italia indipendente e sovrana,
    al diavolo la ue ( dittattura plutocratica)

  • Leo Maladorno 4 luglio 2019

    Scusi on. Storace , ma la via giusta, una volta liberi dai diktat, quale sarebbe ? I mini BOT alla Weimar (?) , un deficit sempre più allegro per finanziare i navigators ? Oppure per assumere a quanto pare altri cinquemila addetti all’Inps , oppure autostrade gratis per tutti ed una pizza giornaliera a testa ? I denari, come dice Lei, vengono sborsati per un assistenzialismo selvaggio ( mai come da quando c’è la Lega a consentirlo) . I ceti produttivi del Nord mai vorranno uscire dall’Europa dove l’Italia delle imprese conta eccome . E’ l’Italia della politica che si fa ridere dietro……

  • Sandro Cecconi 4 luglio 2019

    Storace, per quanto riguarda Sassoli ho già scritto il mio pensiero ieri su altro vostro articolo da voi pubblicato e non è stato certamente tenero per i concetti folli espressi.

    Per quanto riguarda la rappresentate tedesca e francese, come ho avuto modo di scrivere nei giorni scorsi affermando che i nomi contano ben poco poiché le misurerò sui due provvedimenti immediati da prendere che sono: la modifica immediata del parametro del 3% che deve essere misurato al netto delle spese produttive come investimenti pubblici ecc. La seconda riforma che deve essere altrettanto immediata è quella di dotare la BCE degli stessi poteri e prerogative, a livello statutario per sempre, di cui sono dotate la totalità delle banche centrali dell’intero mondo.

    Di come vengono attualmente dipinte dai vari media le due signore designate non me ne può importar di meno.

  • rino 4 luglio 2019

    Salvini è partito con idee bellicose, ma ha dovuto chinare la testa e sicuramente perderà consensi. Così torneremo con un governo PD e sarà la fine dell’Italia. Ma già un governo di destra che promette di imporsi inb Europa e poi non ci riesce ha decretato la nostra fine, come Tsipras in Grecia.
    Il popolo italiano manca di coraggio, non se la sente di tagliare con l’Europa per paura che i due soldi in banca vengano svalutati e così fra qualche anno quei soldi se li sarà rubati l’Europa. Ergastolo per tradimento a chi ha deciso l’entrata in Europa dell’Italia con l’euro a quasi duemila lire.

  • Franco Prestifilippo 4 luglio 2019

    Purtroppo è la Verità! Quei 4 gatti del PD quando potremo chiamarli Italiani almeno con la “i” minuscola?

  • 4 luglio 2019

    Dopo l’ennesimo affronto all’Italia da parte dei politicanti dell’UE l’unica soluzione sarebbe quella di indire un referendum per uscire dall’Europa.
    Inutile rivangare che l’Itali è uno dei soci fondatori,quando altri fanno il bello e cattivo tempo,sempre e solo a discapito dell’Italia e del suo popolo.
    A cosa sono servite le vari elezioni da un anno a questa parte?
    Visto tutti i torti subiti in questo periodo è sacrosanto che il popolo,con in testa i veri politici,ai quali sta a cuore l’Italia,si ribelli mettendo in moto tutte le azioni possibili.

  • ADRIANO AGOSTINI 4 luglio 2019

    Secondo me la procedura d’infrazione è stata scambiata con la liberazione di Carola. Non possiamo dimenticare quello che minacciosamente ha detto Steinmeier (portavoce della Merkel): “dall’Italia ci aspettiamo che gestisca il caso in maniera diversa”. Monito certamente raccolto dal Presidente Italiano.

  • Angela 4 luglio 2019

    Sarebbe auspicabile che FdI e la Lega portassero fuori dall’Europa e dall’euro la nostra cara e amata ITALIA,così da ritrovare la Nostra Sovranità.

  • Pasquale Masellis 4 luglio 2019

    Sono dispiaciuto del cambio di passo della Meloni.
    Prima diceva: fuori dall’euro e dall’Europa, poi cambieremo tutto in Europa.
    Mi sono sentito preso in giro!
    L’Europa non si cambia dal di dentro!
    Bisogna predisporre un piano che non ci danneggi per uscire in sicurezza; prima di tutto dobbiamo dimostrare che il cambio lira- euro ci è stato imposto in modo truffaldino e ci ha danneggiati e chiedere risarcimento. Intentare causa a chi ci ha fatto entrare in Europa senza il nostro consenso. In silenzio programmare l’uscita in sicurezza da questa prigione.

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