L’immigrazione è il pretesto per attentare alla sovranità. I giornaloni lo nascondono

mercoledì 10 luglio 6:00 - di Francesco Storace

Fermarsi a ragionare. Perché sull’immigrazione sentiamo solo urla. Si fanno comizi da una parte e dall’altra per evitare di discutere seriamente attorno alla questione principale. Al fondo, a sinistra, riemerge la vecchia logica internazionalista. Abbattere le frontiere resta il solito mantra ideologico. E la battaglia a tutela dell’immigrazione clandestina ne è il pretesto più appariscente. Perché riguarda poveracci che uomini senza scrupoli trasformano in carne da mercanteggiare con lo scafismo.
E’  la riflessione che offre inascoltata (dall’intellettualismo editorial-chic di questo paese) Giorgia Meloni. “Dietro l’immigrazione c’è un attacco reale alla sovranità e alla libertà dell’Italia”. E le ultime vicende stanno a testimoniare la fondatezza della tesi della leader di Fdi. Se una Ong tedesca che batte bandiera olandese decide di sconfinare nel nostro mare per raggiungere un porto italiano senza rispettare le nostre autorità è evidente che c’è altro.

Lo spettacolo dei parlamentari sulle navi-pirata

Se lo scopo fosse solo la salvezza degli immigrati a bordo, si farebbe rotta su un altro Stato. No, si insiste provocatoriamente sulle nostre coste. Ed è il motivo per cui non ci può essere alcun cedimento.
Diciamolo con chiarezza. Se l’Italia avesse siglato il Global compact – che proprio Fratelli d’Italia ha bloccato alla Camera – ogni frontiera sarebbe stata già abbattuta di fatto ancora prima che formalmente.
Per questo è gravissimo se di fronte alla violazione dei confini assistiamo al vergognoso spettacolo di parlamentari che salgono a bordo di una nave-pirata ad applaudire il tentativo di aggressione alle nostre coste. Crolla la dignità nazionale e anche il senso di un mandato parlamentare finalizzato alla tutela della nostra sovranità. A sinistra non ci pensano affatto e anzi sabotano ogni principio di difesa del territorio. Ancora Giorgia Meloni: “L’Italia deve far rispettare i suoi confini e le sue regole perché altrimenti è morta”. Il Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Il Messaggero e tutte le testate importanti, quando apriranno una discussione vera su questo tema decisivo? Senza peraltro limitarsi ai titolacci che raccontano solo di liti indecorose…

Il diritto a non emigrare

Ad esempio, come conciliare sovranità nazionale ed europea. Il Vecchio Continente deve restare un insieme di Nazioni destinate a spartirsi i numeri dei migranti che arrivano? Oppure è necessario che l’Italia cambi la sua domanda di radicale inversione delle politiche migratorie europee? Le navi della Marina militare o le navi europee non devono servire, come era nella missione Sophia, per andare a raccogliere immigrati in tutto il Mediterraneo e portarli in Italia ma per realizzare un blocco navale al largo delle coste della Libia. Questo è il tema che andrebbe finalmente posto in discussione ed è ipocrita negarne  fondamento e attualità.
Proviamo a proporre questo in Europa. E non la solita litania sulla distribuzione di immigrati clandestini. Magari otterremo maggiore attenzione verso di noi.
Va contrastato con forza il principio che da più parti si tenta da tempo di imporre: l’immigrazione come diritto fondamentale dell’uomo che le leggi degli stati Nazionali non possono limitare in alcun modo. Semmai è vero il contrario: deve diventare prevalente il diritto dei popoli a non emigrare. Aiutiamoli a casa loro non solo uno slogan, ma deve diventare una pratica civile.

Commenti

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  • salvatore 10 luglio 2019

    aiutiamoli a casa loro

  • Giovanni Paolo Loi 10 luglio 2019

    I falsi buonisti forse non si rendono conto che i grandi poteri economici derubano l’Africa di enormi richezze materiali, loro invece favorendo l’immigrazione clandestina la derubano della maggior risorsa di cui l’Africa disponga, i giovani, che portano da noi per rinchiuderli in centri che servono sopprattutto a falsi benefattori, oppure li segregano in fatiscenti baraccopoli per sfruttarli come schiavi nella raccolra di frutta e ortaggi, mentre quegli immigrati che non si piegano a tale sfruttamento finiscono per chiedere l’elemosina di fronte a bar e negozi o, ancora peggio sono utilizzati dalla malavita per spaccio di droga e nella prostituzione. Così se i grandi poteri economici li derubano delle materie prime i falsi buonisti li derubano della dignità.

  • Daniela Enrico 10 luglio 2019

    Ricordiamoci che abbiamo questa situazione anche grazie al fatto che il traditore Renzi a suo tempo disse che dovevamo accoglierli tutti noi…

  • Carlo Cervini 10 luglio 2019

    Si viene in Italia perchè è il Paese del bengodi………….sanità, vitto, alloggio, paghetta, smarfone e cotillon gratis e se si riesce ad avere un permesso di soggiorno qualsiasi anche 780 euro di reddito di cittadinanza. Dove lo trovate nel mondo uno stato che spende altre 14 miliardi di euro in 5 anni per alimentare l’industria del profugo immigrato ? E noi paghiamo il tutto con il 62/64% di prelievo fiscale tra tasse palesi (non poche) ed occulte (moltissime) ignorate dalle statistiche come le accise sui servizi essenziali, l’Iva sulle medesime e patrimoniali varie mascherate (IMU, Tasi) da spese indivisibili pagate tre volte.

  • cecilia Lees 10 luglio 2019

    Concordo su tutto!Viva l’Italia!!1

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