La Procura nega l’espulsione per la capitana della Sea Watch: resti in Italia per gli interrogatori

mercoledì 3 luglio 15:12 - di Redazione

La Procura di Agrigento ha negato il via libera al provvedimento di allontanamento di Carola Rackete richiesto e firmato dal prefetto della città siciliana. Dario Caputo. La comandante della Sea Watch 3 dovrà restare in territorio italiano almeno fino al 9 luglio quando, nell’ambito del procedimento per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, la Rackete dovrà essere nuovamente sentita dai magistrati. Una decisione per «esigenze di giustizia», viene specificato vista la spettacolarizzione e la politicizzazione di tutta la vicenda.

La richiesta di allontanamento-espulsione, comunicata nella serata di martedì dal Viminale, aveva detto il prefetto di Agrigento dovrà essere sottoposta anche al vaglio del tribunale civile di Palermo ma non sarà, comunque, operativa senza il nulla osta dei pm (che non c’è stato). La convalida era apparsa subito tutt’altro che scontata, visto che è stata la stessa magistratura siciliana ad aver richiesto di interrogare la comandante dell’imbarcazione della Ong olandese tra sei giorni (9 luglio) per l’altra ipotesi di reato per cui è indagata, quella di avoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Commenti

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  • Gianmaria 5 luglio 2019

    Come non sospettare un verosimile intento di santificazione piena, al posto di una disonorevole espulsione ! Restituire alle ong la capitana ripulita da ogni accusa, far tacere anche le forze armate e gli Italiani, rintuzzare l’azione del governo e affossare il ministro degli interni e’ un boccone troppo ghiotto per le sinistre e i loro fiancheggiatori !

  • FrancoPrestifilippo 4 luglio 2019

    Profittiamo di questo fermo per rimettere in sesto la nave anche al suo interno!!

  • Claudio Bangrazi 3 luglio 2019

    2 luglio 2019 oggi é la data in cui l´Italia ha cessato di esistere.
    Io non esisto piú, ieri ero un cittadino italiano oggi non sono piú niente.
    Da oggi vivo in un posto, che non oso piú chiamare nazione, in cui lo Stato è suddito di associazioni a delinquere le quali hanno dimostrato inconfutabilmente che la nazione italiana è priva di confini o meglio che non esiste.
    Hanno dimostrato che il diritto romano, su cui si fondano i diritti di tutte le nazioni moderne dell´occidente, puó essere azzerato in qualsiasi tribunale italiano da una favoletta greca.
    Da oggi 2 luglio 2019 Dante Alighieri, Leonardo da Vinci e Giuseppe Verdi sono figli di nessuno.
    E Cavour, Mazzini e Garibaldi sono padri di niente.
    Ed Enzo Ferrari, Adriano Olivetti i Marzotto ed i Florio non hanno mai costruito niente.
    Ma la cosa peggiore è che coloro che hanno dato il sangue per liberare la patria dal nazifascismo sono ora responsabili di averla tradita.
    Ora ogni persona, che come me fino a ieri era cittadino italiano, per opera di questi miserabili farabutti è divenuta due volte clandestino, prima in quella che doveva essere la sua patria e poi nel resto del mondo perché non piú cittadino ma suddito.
    Ed anche nell´essere suddito lo sono due volte, lo sono dell´Africa e della Germania, e se passando per la strada di una cittá italiana vedo un delinquente straniero (ma anche italiano) commettere un reato o schernire le forze dell´ordine debbo chinare la testa, ben consapevole della totale impotenza a reagire ad ogni sopruso, mercé della ormai consumata perversione del potere giudiziario di quello che non oseró piú chiamare né stato né nazione.
    Tra le cose peggiori realizzate da questi farabutti si puó ben annoverare l´annientamento del senso di solidarietá del popolo italiano, popolo che è sempre stato caritatevole verso i piú deboli ed interessato da viva curiositá per ogni cultura straniera attribuendole il giusto valore e rispetto. Ma ciechi e sordi ad ogni richiamo ad una giusta misura, ingordi del lauto e vergognoso guadagno del traffico di persone da destinare ad un futuro di miseria, in mano alla criminalitá organizzata, sradicandole dalle proprie nazioni con truffaldine promesse per scaraventarli ad elemosinare sui marciapiedi d´Italia o a spacciare droga nei medesimi si è volontariamente creato un piano per incrementare all´infinito questo osceno malaffare.
    Uno straniero che arrivava in Italia ben poteva affermare come nel Vangelo: “avevo fame e mi avete sfamato, avevo sete e mi avete dato da bere”, ma ora avete reso gli italiani stranieri e miserabili, sia moralmente che materialmente, in casa propria senza possibilitá di sfamare e dissetare né se stessi né altri e facendo questo avete voltato le spalle non solo agli italiani ed agli altri ma a Cristo stesso!
    L´amarezza maggiore è data in ogni caso nel constatare che il fu popolo italiano non accenna alla benché minima dimostrazione di ribellione, non invade le piazze e le strade, non assedia i palazzi istituzionali chiedendo la destituzione dei propri aguzzini come farebbe qualsiasi popolo che abbia rispetto di se stesso e che dia un senso un valore ed una dignitá alla propria esistenza.
    Concludo affermando che chi si rende servo dei propri tiranni, chi non si ribella e non lotta per la propria vita e quella dei propri cari non è degno della libertá, non la meritá.
    Perché la libertá è il bene piú difficile da difendere e gestire e va custodita curata e conquistata ogni istante di vita e se la si cede in amministrazione a terzi la si perde per sempre.
    Addio Italia sogno effimero!

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