La “nuova” Europa tra vecchie alchimie e ipocrisie nazionali: il “sogno” può attendere

2 Lug 2019 13:20 - di Sante Perticaro
salva-Stati
Riceviamo da Sante Perticaro e volentieri pubblichiamo, caro Direttore
«Per fare una buona frittata vanno rotte le uova». Ho citato non a caso la frase di un rivoluzionario di sinistra come Lenin perché essa si attaglia perfettamente a una Europa che sta cambiando e che ha assoluto bisogno di un aggiustamento nella rotta che sta percorrendo lungo una traiettoria che appare troppo sbilanciata su di un tratto ragionieristico di controllo dei conti pubblici per alcune nazioni mediterranee (Italia soprattutto), che avevano fatto della logica del “deficit spending” il proprio mantra. Tutt’affatto diverso dalla impostazione teutonica, troppo rigida in quanto a funzione propulsiva dello Stato nel campo economico.
Perché, anche se non è mai esistito un sogno europeo su cui far convergere le visioni di Stati per troppo tempo in guerra tra loro, non c’è alcun dubbio che l’unica pulsione economicistica, sbilanciata sulla “roba” (anche se essa sorregge la moneta unica), é poca cosa per riscaldare i cuori umani.
Ecco perché il nuovo Parlamento europeo mette in crisi i consolidati che i classici: quelli del duo Franco-Tedesco che distribuiva le carte, con gli altri Stati a fare da comprimari, in primo luogo.
L’incapacità, poi, di edificare su intese politiche usuali (asse tra Popolari e Socialisti) il muro portante per accordi allargati – ora di qua, ora di là-  appare del tutto realistica, allo stato attuale.
Il combinato disposto di queste alchimie e l’urlo “tana liberi tutti” che rimbomba nelle nostre orecchie a seguito delle troppe ipocrisie nazionali che maturano sui ripetuti viaggi dei migranti, completa il quadro di una istituzione che, di fatto, altro non è se non un vecchio puzzle che raffigura il rabberciato €uro.

L’Europa e il puzzle governativo

Riuscirà questo Parlamento a dire qualcosa di diverso, ad esempio, in materia di sicurezza interna, di previdenza e di assistenza sociali? Come andrà a finire?  Certamente una qualche composizione del puzzle governativo ci sarà, ma per la costruzione del sogno temo che dovremmo attendere tempi migliori.

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