La Boschi in versione oracolo: ma quale partito nuovo, Renzi farà molto di più

venerdì 12 luglio 12:45 - di Alessandra Danieli

«Oggi Renzi è impegnato in una sfida educativa e culturale, non nella costruzione di un nuovo partito. Per adesso un nuovo partito è solo una fantasia». Parola di  Maria Elena Boschi, che in una lunga intervista a La Nazione rivendica con orgoglio le mirabili imprese del governo del suo “amico d’infanzia” Matteo. «I Mille Giorni del governo Renzi hanno cambiato l’Italia molto più di quanto i commentatori abbiano riconosciuto. Ma non vivo rivolta al passato. Sono orgogliosa di ciò che con una squadra straordinaria siamo riusciti a fare, riportando il Paese a crescere. C’è stata tutta la stagione dei diritti, compreso il fatto che siamo stati il primo e ultimo governo con metà donne», dice l’ex ministra di provata fede dem.

La Boschi si fa interprete ufficiale del Renzi-pensiero

Ma è soprattutto il dato economico «a stupire», dice la Madonnina renziana atterrata da Marte: «Il Jobs Act ha creato più di un milione di posti di lavoro, il Pil è arrivato quasi al +2%, il superammortamento, gli 80 euro, la riduzione dell’Irap sono tutti fatti di grande importanza per l’economia del Paese. E oggi che l’economia si è bloccata anche gli scettici di allora riconoscono che abbiamo fatto un buon lavoro». Egiù l’elenco dei miracoli. «Renzi è andato avanti come un treno nel cambiare l’Italia, sul serio. L’unico modo per abbatterlo erano le fake news sui suoi collaboratori più stretti. Ma chi ha vinto con le fake news sarà sconfitto dalla realtà».

Nessun partito nuovo alle porte

Tra le balle dei giornalisti “cattivi e invidiosi” ci sarebbe, a sentire la Boschi, quella che «noi abbiamo distrutto il partito. È vero il contrario. Quando abbiamo preso il Pd eravamo al 25% compresi gli scissionisti. Abbiamo rilanciato il Pd, vinto in 17 regioni su 20, ottenuto il 40% alle Europee. Ma finché c’è stato il governo Renzi eravamo molto forti. Oggi ci sono meno feste di prima: la cancellazione di quella di Reggio Emilia, ad esempio, mi fa male. Ma io giro per le feste per invitare tutti a non rassegnarci. Abbiamo vissuto una pagina bellissima ma il meglio deve ancora venire». Solo un piccolo pentimento, la partecipazione al governo Gentiloni: «Avrei potuto starmene in disparte, oggi si piò dire senza remore,  sarebbe stato meglio anche e soprattutto votare prima, subito dopo il referendum.  A un certo punto abbiamo smesso di dettare l’agenda, cosa che eravamo riusciti a fare perfettamente con il governo Renzi».

Commenti

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  • pietro 13 luglio 2019

    Non partecipare al governo ” Gentiloni”. Tutti glielo avevano detto ed il fatto che adesso lo riconosca anche lei , signiFica che non è una statista, ma solo una arraffapoltrone.

  • Silvia Toresi 13 luglio 2019

    Ancora parlano!!!!

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