La bara ormai è pronta. Manca solo la data per celebrare i funerali di Di Maio

giovedì 25 luglio 6:00 - di Francesco Storace
di maio m5s

Toccherà prima a Di Maio. E poi a Conte, che pure si avventerà sui resti del capo pentastellato in coma. La bara con i riti del vicepremier sbranato dalla base grillina ormai è pronta. Manca solo la data per celebrarne i funerali.
Se il governo sopravviverà ancora qualcuno ce lo farà sapere, ma certo è che vanno in fumo le speranze che Beppe Grillo ha alimentato per anni. I comportamenti puerili degli scappati di casa che stanno in Parlamento a quindicimila euro al mese provocano ribrezzo in chi ama le istituzioni. E la politica.
Sarà terribile l’estate di Di Maio, che farebbe bene a fuggire dalla rete per un po’. Disintossicazione. Perché le mazzate via tastiera si sprecano e comincia anche a fare pena. Tenta di campare con mezzucci ridicoli. Ma non ha più nulla da dire agli italiani.

La recita sulla Tav

La recita sulla Tav ne è eloquente dimostrazione, assieme all’asilo Mariuccia andato in scena ieri al Senato durante l’intervento di Giuseppe Conte sul caso russo. Ai “No” di pastafrolla di Di Maio non crede più nessuno, la commedia è evidente. Ma si è mai vista una forza politica con oltre il 30 per cento dei seggi parlamentari, accontentarsi di votare contro la prosecuzione dell’Alta Velocità? Come se fosse normale farsi mettere in minoranza dal governo che si sostiene. Sembra una gita scolastica. Si rubano le merende. Nella base dei Cinquestelle c’è rivolta, ed è assolutamente comprensibile. Lo disse tempo addietro Roberto Fico, presidente della Camera: “NoTav è un elemento identitario del MoVimento“. Ecco perché l’onda non si fermerà e Di Maio ne sarà travolto. Imperdonabile.
La vicenda russa diventa di secondo ordine. Certo, Conte sputtana Salvini “che non mi ha informato” e in fondo Savoini se lo è portato appresso lo staff del leghista. Poca roba per fare inquietare il ministro dell’Interno, che magari si rabbuia un po’ solo a sentire il premier dire che se c’è crisi si va in Parlamento e che le Camere sono centrali in materia di autonomie.

Diserzione al Senato

Alla fine, l’aiutino al leghista viene sempre dai Cinquestelle. E’ vero che lo sgarbo della plateale assenza dall’aula dei senatori pentastellati durante il discorso di Conte è motivato farfugliando che “doveva esserci Salvini e non il premier”, ma tutti ridono. Perché, anche qui, un presidente del Consiglio che pronuncia un discorso mentre la forza più importante a suo sostegno esce dall’Aula, non si era ancora mai vista. Altra genialata di Di Maio?
Per i Cinquestelle il dopo Tav si chiama Caporetto, e mai definizione più azzeccata poteva offrire il celebre senatore Giarrusso. Quello delle manette, gli metteranno la museruola.
Questi sono i governanti dell’Italia e il nostro popolo è attonito ogni giorno di più, a bocca spalancata non più per ingoiare le loro fesserie, ma per esprimere disgusto. Non c’è più senso del limite, si vive alla frescaccia di giornata, siamo osservati con sbigottimento dal resto del mondo. Non vorremmo invece rivivere il tempo dell’orgoglio nazionale, dell’amore per la Patria. Questi ci stanno facendo morire di rabbia. Per l’Italia.

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 26 luglio 2019

    Qualunque cosa succeda, mi auguro che non si dimentichi che c’e’ un’intera Italia in ballo e che questo Nobile Paese non deve perire per l’incapacita’ di una manata di inetti governanti il cui unico scopo era avere una sostanziosa mensilita’ ed un’altrettanta sostanziosa pensione a fine gestione.

  • Fabrizio Piccari 25 luglio 2019

    Adesso non è più il momento di scherzare e traccheggiare. Finisce che qualcuno a quel pellegrino di Zingaretti, finirà per credergli, che loro i rubli li potevano prendere ma altri NO!
    ANDIAMO AL VOTO.MATTEO!!!
    Governiamo con l’amica Giorgia!
    Fabrizio Piccari, Leghista e Patriota.

  • Carlo Cervini 25 luglio 2019

    Mai vendere la pelle dell’orso prima d’averla presa..——–.i grillini hanno ancora tante porcherie da fare approvare per distruggere l’Italia, faranno di tutto per farle approvare, magari con il solito “soccorso rosso” dei sinistrorsi di tutte le risme……………poi c’è l’Eu e Mattarella; l’importante e non andare a votare e dare il Governo al centro-destra come vuole il popolo.

  • ADRIANO AGOSTINI 25 luglio 2019

    Speriamo invece che il governo non cada. Nel caso cadesse il governo noi tutti cadremmo dalla padella alla brace: Mattarella (come fece Napolitano con Monti) NON rimanderà a nuove elezioni (sembra deciso) ma darà l’incarico a Draghi, bello, fresco e libero, di formare il nuovo governo con M5S in prima fila avendo ottenuto la maggioranza nelle ultime elezioni. Sai che bel governo ci ritroveremmo? Con tutto il M5S, il PD che farà finalmente approvare lo ius soli e Draghi che aprirà, come vuole Macron e l’Europa intera, i porti italiani. Una tragedia! Dio c e ne scampi e liberi!

  • Rosita Sonnino 25 luglio 2019

    Deplorevole teatrino ieri in Parlamento soprattutto al Senato , vergognoso spettacolo , puerile e irrispettoso .

  • rino 25 luglio 2019

    La sinistra, da sempre, si è dimostrata un insieme di persone scoordinate che vogliono imporre a forza le proprie idee seminando il caos. Per questo l’elettorato che prima li sosteneva, poi li abbandona. E’ successo anche nella guerra di Spagna e si perpetua nel tempo, dalle liti del PD a quelle dei cinque stelle. Per questo, e per le loro idee utopistiche e spesso ingiuste, sono dannosi al paese. C’è da sperare che la sinistra si dissolva, da Grillo al PD, per il bene dell’Italia. C’è anche da sperare che la destra, se andrà al governo, non si faccia cogliere impreparata raccogliendo, all’ultimo momento, per occupare le poltrone, gente disonesta che, come in passato, la potrebbe screditare.

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