In Basilicata è tempo che la giunta Bardi mandi a casa i residui del vecchio Pd

venerdì 5 luglio 12:25 - di Antonio Tisci

Circa 500 anni prima della nascita di Cristo, Menenio Agrippa nel suo famoso apologo spiegò al Popolo Romano che ogni parte di una struttura sociale deve muoversi nella stessa direzione, non potendo le membra e la testa muoversi in maniera non coordinata, essendo tutte parti importanti dell’organismo ed essendo ognuna di esse assolutamente essenziale per la vita del corpo stesso.
E’ quanto mai opportuno che il nuovo Governo Regionale legga e memorizzi il famoso apologo di Menenio Agrippa e, soprattutto, fissi nella sua testa il principio secondo cui quando un Popolo consegna il Governo ad una maggioranza politica diametralmente opposta a quella che ha governato fino a quel momento, compie un’autentica rivoluzione e si aspetta che la stessa rivoluzione si ponga nell’amministrazione e nella politica.

Realizzare il cambiamento

Rivoluzione proprio in senso astrologico, come rivoluzione copernicana, ovvero come assoluto cambiamento del centro intorno al quale ruota l’intero cosmo. Qualsiasi altra forma di cambiamento non sarà bastevole per far ritenere soddisfatto il Popolo che, avendo chiesto la rivoluzione, non si soddisfa più di null’altro che di essa.
Queste mie due considerazioni, apparentemente assurde e fuori dal tempo servono per far capire alla nuova classe dirigente regionale che il suo compito deve essere quella di realizzare un cambiamento totale ed epocale.
Sono convinto che tutti lo abbiano ben presente e che lo si inizi ad applicare partendo da tutte le nomine che il Governo regionale dovrà compiere.
Non si spiega, in questo senso, come sia possibile che l’ufficio stampa del Consiglio Regionale sia ancora la Pravda del centro sinistra: nell’ultimo mese, infatti, su 113 notizie pubblicate ben 55 riguardino l’attività della minoranza (di cui 31 riferibili ai soli Pittella e Braia), 37 riguardino notizie istituzionali e 21 riguardano la maggioranza. In pratica, come se le elezioni non fossero mai avvenute il Consiglio Regionale tramite il suo ufficio stampa continua ad essere il megafono della vecchia maggioranza politica, del resto a guidarlo è ancora la stessa persone che fu nominata (come esterno) da Piero Lacorazza nel 2014, dieci giorni dopo il suo insediamento alla Presidenza del Consiglio, con un incarico legato alla durata della legislatura che, quindi, deve ritenersi ormai scaduto.

Stanno ancora la’

Non si spiega come sia possibile che l’attuale Presidente del Consiglio non abbia ancora provveduto alla nomina di un nuovo capo ufficio stampa, lasciando il megafono dell’attività del Consiglio nelle mani di chi per cinque anni è stato il megafono espressione della vecchia maggioranza.
Né è chiaro come sia possibile (per continuare nell’esempio) che la film commission sia ancora diretta da chi quotidianamente si schiera contro le politiche migratorie della Lega, criticando ed insultando l’attuale ministro dell’Interno il cui partito è parte sostanziale della maggioranza consiliare e schierandosi apertamente a favore dell’immigrazione senza regole e delle ONG.
Sono soltanto due esempi ma tanti altri se ne potrebbero fare per invitare il Presidente Bardi, la maggioranza politica che lo sostiene e il Governo Regionale ad adoperarsi per mettere in moto tutto quanto necessario per completare la rivoluzione mettendo al centro del sistema tutto ciò che fino a ieri era periferico rispetto al sistema.
I lucani hanno chiesto questo. E’ vero che le elezioni sono state vinte poco tempo fa ma è anche vero che cinque anni passano subito ed è necessario immediatamente fare in modo che la testa e le membra della Regione vadano nella stessa direzione.
E’ l’unica formula per poter cambiare sul serio.

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