Il mistero dell’altro carabiniere: aveva identificato il derubato un’ora prima del delitto

lunedì 29 luglio 16:15 - di Redazione

Ancora tante le zone d’ombra nella ricostruzione del delitto di Mario Cerciello Rega. Dall’annotazione del carabiniere Andrea Varriale, che era con lui al momento della colluttazione, emerge che poco tempo prima di ricevere l’incarico di effettuare l’operazione in abiti civili per recuperare lo zaino rubato a Sergio Brugiatelli, all’1.19 era intervenuto in piazza Mastai su ordine di un maresciallo come lui in servizio alla stazione dei carabinieri di piazza Farnese, il quale gli diceva di trovarsi sul posto insieme ad altri operanti “per la ricerca di un soggetto che si era sottratto all’identificazione dandosi alla fuga dopo aver consegnato ai militari un involucro di colore bianco contenente una compressa di tachipirina”. È quanto emerge dall’ordinanza del gip Chiara Gallo. Sul posto veniva identificato Brugiatelli, che spiegava di essere stato vittima di un borseggio da parte di due persone che, dopo il furto, si erano allontanate a piedi in direzione del Lungotevere all’altezza di Ponte Garibaldi. “Alle successive ore 2.10 circa, il vicebrigadiere Cerciello Rega veniva contattato sulla propria utenza cellulare dalla centrale operativa del comando gruppo di Roma, la quale forniva allo stesso e al Varriale una nota di intervento presso piazza Gioacchino Belli informandoli che il Brugiatelli dopo il furto aveva subito anche un tentativo di estorsione”.

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