Il “capitano Ultimo” si dimette dal sindacato militare in polemica con il Comando dell’Arma

mercoledì 31 luglio 14:34 - di Redazione

Il colonnello Sergio Di Caprio, meglio conosciuto come Capitano Ultimo, si dimette dalla presidenza del Sim, (Sindacato Italiano Militari) Carabinieri. E’ Grnet.it, portale di informazione specializzato sui temi della sicurezza e della difesa, ad annunciare la decisione del colonnello Sergio De Caprio, l’uomo che mise le manette ai polsi del capo dei capi della mafia Totò Riina, di rassegnare le dimissioni.

Tutto è partito, racconta il sito Grnet.it, da un contrasto tra Ultimo  e il comandante generale dell’Arma Giovanni Nistri. Il capitano Ultimo ha accusato l’Arma di aver “impedito lo svolgimento di qualsiasi attività sindacale all’interno delle caserme anche a seguito di specifiche richieste del nostro sindacato (Sim Carabinieri)… ponendo in essere attività manifestamente antisindacale ed arrecando un grave danno economico al SIM, limitando le iscrizioni”. «Il Comando generale – si legge in una nota del colonnello De Caprio – ha avviato una serie di attività repressive dell’attività sindacale avvalendosi in maniera impropria dell’azione disciplinare da un lato e dell’azione penale militare dall’altro; in particolare impedendomi come Presidente del Sim Carabinieri, l’esercizio del diritto-dovere di critica sindacale nei confronti del Comandante Generale Giovanni Nistri. A tale proposito, su reiterate proposte tutte attivate dal Comando generale, la Procura militare della Repubblica ha condiviso il fatto che il colonnello Sergio De Caprio è responsabile di diffamazione militare aggravata tramite un post su Facebook. La vicenda dalla quale scaturisce il post su Facebook del Capitano Ultimo – è sctitto ancora su Grnet.i – si riferisce alla decisione di revocargli la scorta (un’auto non blindata e un operatore), provvedimento poi annullato dalla Sezione I ter del Tar Lazio a seguito di ricorso da parte dell’ufficiale. In questo frangente il colonnello De Caprio critica aspramente la “neutralità” del Comando generale dell’Arma che avrebbe rimesso ogni decisione al Prefetto. Come conclusione della vicenda, De Caprio ha rassegnato le proprie dimissioni per “tutelare l’unità del sindacato”.

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