I renziani riuniti a Montecatini: Zingaretti non faccia il timido o si sfascia tutto

domenica 7 luglio 12:43 - di Redazione

Batte un colpo nel Pd la corrente (base riformista)  che fa capo a Matteo Renzi, riunita a Montecatini per dare la scossa al partito guidato da Nicola Zingaretti.

“Base riformista nasce per evitare che il Pd si svuoti e si riduca a testimonianza identitaria. Base riformista non nasce per sfasciare il partito, ma per non farlo sfasciare”, ha detto il deputato Camillo D’Alessandro. Promesse di lealtà e di dibattito sereno ma tutti sanno che si tratta di chiacchiere al vento. Non a caso la riunione di Montecatini è stata preceduta da un duro j’accuse di Matteo Renzi sulla linea del Pd in tema di migranti e ius soli.

Ricomincia quindi l’eterno gioco delle correnti con evidenti segni di contraddizione. Prendiamo Graziano Delrio, fresco del soggiorno sulla Sea Watch 3 a sostegno della Capitana Carola: “Se continuiamo a parlare di politiche dell’immigrazione siamo sul campo di Salvini, io vorrei non ne parlassimo – ha detto – Mia figlia non si sveglia al mattino e parla di immigrati ma di portare i figli a scuola, di lavorare, della vita quotidiana. Vorrei parlare di questo, Salvini non sa parlare di altro perché non ha mai amministrato un condominio”, ha spiegato il capogruppo del Pd alla Camera. “Se parliamo di Sea Watch -ha aggiunto- non parliamo di politiche dell’immigrazione ma di diritti umani e lì è il nostro campo. Noi non possiamo consentire abusi dal punto di vista dei diritti umani, poi Salvini li dislochi i migranti ma li faccia sbarcare. Ci sono i diritti umani, non il problema dell’immigrazione”.

Alessia Morani infine lancia un messaggio al segretario Zingaretti: “Oggi c’è un nuovo Pd, è questa una definizione che piace molto al nuovo gruppo dirigente. Eppure non bastano i cambi di casacca per fare un partito nuovo. C’è un nuovo segretario, democraticamente eletto, e stop. A Zingaretti riconosco il merito di essere riuscito a fare parlare gente che non si parlava da anni, ma credo che al Pd, per le sfide che ha di fronte, non serva un segretario timido, incastrato tra le correnti”.

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