Bibbiano, i deputati di Fratelli d’Italia chiedono al governo di fare luce sul film degli orrori

mercoledì 10 luglio 15:08 - di Redazione

Il gruppo parlamentare alla Camera di Fratelli d’Italia ha presentato al ministro della Giustizia (primo firmatario Francesco Lollobrigida) un’interrogazione in merito all’inchiesta Angeli e Demoni. “Desta sgomento – scrivono i deputati – quanto emerso dall’indagine Angeli e Demoni che vede al centro la rete dei servizi sociali della Val D’Enza, accusati di aver redatto false relazioni per allontanare bambini dalle famiglie, collocarli in affido retribuito da amici e conoscenti e infliggendo ai piccoli impulsi elettrici per alterare lo stato della memoria in prossimità dei colloqui giudiziari, così da generare falsi ricordi di abusi sessuali; diciotto persone, come riportato anche da fonti di stampa, tra cui il sindaco del Partito democratico di Bibbiano (Reggio Emilia) Andrea Carletti, politici, medici, assistenti sociali, liberi professionisti, psicologi e psicoterapeuti di una onlus di Torino, hanno messo in scena un film dell’orrore, caratterizzato anche da abusi e violenze sessuali, oltre che da un  business da centinaia di migliaia di euro, e per questo sono stati raggiunti da misure cautelari dai carabinieri di Reggio Emilia”.
“Si tratta – ricordano i deputati di Fratelli d’Italia – di un dramma che ricorda gli orrori della comunità Il Forteto e che aveva visto Fratelli d’Italia richiedere fortemente una commissione d’inchiesta volta anche al monitoraggio puntuale delle case famiglia in materia di affido di minori e che, nonostante abbia visto la conclusione dell’iter di approvazione legislativo, è ancora drammaticamente in attesa di istituzione. In questo drammatico contesto – scrivono ancora i deputati – l’affido, che dovrebbe costituire una misura temporanea di aiuto e protezione per i minori in difficoltà, funzionale al mantenimento della relazione con la famiglia d’origine, troppo spesso si trasforma in una soluzione permanente, caratterizzata da proroghe in oltre il 60 per cento dei casi dopo i ventiquattro mesi, con la conseguenza che non si raggiunge mai la situazione di stabilità familiare fondamentale per lo sviluppo del bambino in difficoltà nell’ambito della propria famiglia”.

“La lacunosità dei dati relativi all’attuazione dell’istituto dell’affido – concludono i deputati – rende difficoltoso avere un’esatta conoscenza dell’ampiezza del fenomeno a oggi, stante che anche la «Relazione sullo stato di attuazione della legge recante modifiche alla disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori», presentata ogni tre anni al Parlamento dai Ministri della giustizia e del lavoro e delle politiche sociali e trasmessa da ultimo nel gennaio 2018, contiene dati aggiornati solo al biennio 2014-2015. I deputati di Fratelli d’Italia pertanto chiedono quali urgenti iniziative di competenza il ministro della Giustizia intenda porre in essere per mettere fine a violenze inaccettabili a danno dei più piccoli, anche per un monitoraggio puntuale, con gli strumenti più opportuni, dei casi di bambini in affido, garantendo che simili drammatiche vicende non abbiano più a verificarsi e tutelando, con ogni mezzo, chi non ha altri strumenti per difendersi se non quelli forniti dagli adulti.

L’interrogazione a risposta immediata in oggetto è stata illustrata da Tommaso Foti. “I bambini non si toccano” ha esordito Foti, “si tratta di episodi inqualificabili, con protagonisti amministratori, anche del Partito democratico, assistenti sociali, cooperative di gestione di case famiglia”. “Occorre” prosegue Foti” una riforma dei Tribunali dei Minori, con la loro soppressione e la creazione di sezioni specializzate nell’ambito dei tribunali ordinari”, che garantiscano la massima capillarità ed efficacia nella repressione del fenomeno e nel sostegno ai minori e alle loro famiglie.

La replica del ministro. Insoddisfatti i deputati FdI

E’ seguita la replica del ministro Alfonso Bonafede: “Ricordo che ho già risposto a una interrogazione simile qualche giorno fa, e che la mia competenza come ministro della Giustizia è solamente parziale, per quanto attiene al profilo strettamente giudiziario”, in quanto il tema di fondo riguarda la gestione dei servizi sociali della Val d’Elza. “Ricordo comunque che per le vicende esposte, risultano indagate e sottoposte a misure cautelari penali sedici persone, e che sul tema degli affidi a livello nazionale sono in corso verifiche da parte del ministero”. La sensibilità per l’integrità psico fisica dei minori è presente in questo Governo più che nel precedente, anche relativamente a vicende simili (ad esempio la gestione della cooperativa Il Forteto) affrontate oggi con maggior vigore e responsabilità. “E’ in corso uno screening – conclude il ministro – che porterà ad una revisione delle procedure di affido”. La replica per Fratelli d’Italia è stata affidata a Maria Teresa Bellucci: “Accogliamo con favore la presa di distanza dalla precedente legislatura, ma non siamo d’accordo sul fatto che la competenza del Ministro sia solamente parziale, perché la tutela dei minori rappresenta un caso di competenza ‘adesiva’, anche rispetto a chi amministra la giustizia”. “Lamentiamo inoltre che dal ministro nessuna risposta è pervenuta sulla possibilità di creare specifiche sezioni specializzate per la tutela dei minori nell’ambito dei tribunali ordinari, e chiediamo che l’annunciato monitoraggio sugli affidi abbia almeno cadenza annuale.”. “Ci dichiariamo quindi insoddisfatti della risposta del ministro”, ha concluso l’on. Bellucci.

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