“Gli do 30mila euro…”. Depositata l’intercettazione che tira in ballo Siri

lunedì 22 luglio 13:14 - di Redazione

«Gli do 30mila euro, perché sia chiaro tra di noi, io ad Armando Siri, ve lo dico…» Sarebbe questa l’intercettazione in cui l’imprenditore ed ex parlamentare di Forza Italia, Paolo Arata, consulente della Lega, avrebbe chiamato in causa l’ex sottosegretario Armando Siri durante un colloquio di settembre 2018 con il figlio Francesco e con Manlio Nicastri, figlio dell’imprenditore Vito, il re dell’eolico. L’ex sottosegretario ai trasporti Armando Siri, che si è dimesso proprio dopo le prime indiscrezioni sull’inchiesta, è coinvolto in una indagine che si snoda tra le procure di Roma, Trapani e Palermo e riguarda una tangente da 30 mila euro che sarebbe stata promessa per interventi legislativi nel campo delle energie rinnovabili. Ora spunta l’audio che costituisce, per i pm, una prova importante.

Il figlio di Nicastri conferma: “Promessa a Siri una tangente”

Nicastri, ritenuto dai pm siciliani vicino a Cosa Nostra, avrebbe cominciato a collaborare e, lo scorso 8 luglio, è stato sentito dai magistrati di Roma. Per giovedì prossimo è fissato un incidente probatorio durante il quale sia Vito che il figlio Manlio riferiranno ai pm capitolini.  Quando l’8 luglio scorso i pubblici ministeri di Roma hanno fatto ascoltare quella registrazione a Manlio Nicastri, il giovane ha cambiato la versione dei fatti. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, prima era stato generico, negando di avere saputo da Arata sr. di soldi promessi o dati a Siri in cambio di un emendamento favorevole ai loro affari, né di averlo mai riferito a suo padre. . Poi però, di fronte alla registrazione, ha ammesso: «Confermo di aver ascoltato le parole di Arata sulla promessa di 30.000 euro e di avere riferito a mio padre l’intenzione di dare soldi a Siri… Posso dire che Siri non fu pagato, ma Paolo Arata mi disse che gli aveva promesso 30.000 da corrispondere una volta approvato l’emendamento richiesto».

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