Giustizia italiana: si accomodi Carola, faccia come le pare

martedì 2 luglio 21:04 - di Redazione

Giustizia italiana, Carola Rackete può aspirare a chissà quale onorificenza. Il giudice l’ha rimessa in libertà nonostante quel che ha combinato.

Una giornata in lunghissima attesa. Poi alle otto di sera il verdetto della gip di Agrigento Alessandra Vella. La comandante della Sea-Watch 3 torna libera dopo quattro giorni trascorsi agli arresti domiciliari. Il gip è andata ben oltre la richiesta dei pm, non convalidando l’arresto della comandante della Sea Watch, Carola Rackete, escludendo il reato di resistenza e violenza a nave da guerra e ritenendo che il reato di resistenza a pubblico ufficiale sia stato giustificato da una “scriminante” legata all’avere agito “all’adempimento di un dovere”, quello di salvare vite umane in mare.

Viene dunque meno la misura degli arresti domiciliari deciso dalla procura che aveva chiesto la convalida della misura restrittiva e il divieto di dimora in provincia di Agrigento. Il gip sottolinea anche che la scelta del porto di Lampedusa non sia stata strumentale, ma obbligatoria perchè i porti dell Libia e della Tunisia non sono stati ritenuti porti sicuri.

La reazione di Salvini

Per Salvini una delusione che non nasconde. “Per la magistratura italiana ignorare le leggi e speronare una motovedetta della Guardia di finanza non sono motivi sufficienti per andare in galera. Nessun problema: per la comandante criminale Carola Rackete è pronto un provvedimento per rispedirla nel suo Paese perchè pericolosa per la sicurezza nazionale. Tornerà nella sua Germania dove non sarebbero così tolleranti con una italiana che dovesse attentare alla vita di poliziotti tedeschi. L’Italia ha rialzato la testa: siamo orgogliosi di difendere il nostro Paese e di essere diversi da altri leaderini europei che pensano di poterci trattare ancora come una loro colonia. La pacchia è finita”.

Ma la capitana resta indagata

La Rackete dunque è libera di muoversi. Ad Agrigento dovrà tornare il 9 luglio per l’interrogatorio davanti ai pm nell’altro filone d’inchiesta in cui è indagata per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Adesso tutti gli occhi sono puntati sul Viminale dove si è atteso per tutto il pomeriggio il provvedimento del giudice per decidere di conseguenza come muoversi con il decreto di espulsione più volte annunciato dal ministro Salvini se la Rackete fosse stata rimessa in libertà. Un provvedimento amministrativo non facile però da eseguire visto che la Procura ha rigettato la richiesta di nullaosta del prefetto di Agrigento per esigenze di giustizia.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Giuseppe 3 luglio 2019

    Va sempre a finire cosi’ ci avrei scommesso
    che vergogna!!!!!!!!!!!!!

  • Nino 3 luglio 2019

    Credo che la “capitana” imbarcando gli immigrati in pericolo li abbia già salvati. Portandoli illegalmente a Lampedusa (perchè non a Malta) credo che si tratti di fare sbarcare con prepotenza dei clandestini in un porto più accogliente.

  • Franco Prestifilippo 3 luglio 2019

    Il Sig. Giudice di AG, ha dimenticato che i sigg. Maltesi avevano rifiutato il loro aiuto, così come nel passato. Secondo me, il giudice ha toppato in malo modo, non valutando quali potranno essere le reazioni degli “Accolti” quando si renderanno conto che potranno agire con tutta serenità contro le Forze dell’Ordine, cosa che fanno regolarmente quasi ogni giorno, tanto c’è lo STATO di NECESSITA’, ormai sancito da una sentenza. Pazzesco e vergognoso, e non basta la sola espulsione caro Salvini!

  • graziano 3 luglio 2019

    capo dello stato non eletto dai cittadini , csm pure tutti i magistrati , i quali si permettono di parlare in nome del popolo Italiano , non applicando le leggi fatte dal parlamento da persone elette .

  • giovanni battista 2 luglio 2019

    petizione per cacciare dalla giustizia questi giudici indegni, che non rispettano le leggi e si inventano di comandare contro l´Italia e gli Italini – BASTA PILITICI NELLA GIUSTIZIA – VIA CACCIARLI = PETIZIONE POPOLARE E REFERENDUN SULLA GIUSTIZIA – BASTA CON GIUDICI CORROTTI

  • Sandro Cecconi 2 luglio 2019

    No, quanto accaduto è ancor peggiore. Infatti il GIP ha praticamente azzerato qualsiasi reato contestato. Una domanda sorge spontanea? Non è ancora venuto il momento per una vera riforma rivoluzionaria del pianeta Giustizia? Io penso di sì e dopo l’episodio degli avvenimento odierni farei saltare il banco poiché la decisione ha messo alla berlina Un VPC e un Ministro dell’Interno contemporaneamente.

    Ad ogni modo so già che il Ministro Salvini non prenderà l’unica decisione che deve essere presa. Non ne ha il coraggio.

    Pertanto invito nuovamente la nostra Giorgia Meloni a infischiarsi di tutto e andare avanti secondo il nostro progetto strategico. Non ci è concesso niente altro dal momento che l’unica vera soluzione, il blocco navale da noi proposto, è stato scientemente fatto naufragare per far piacere ai loro alleati.

    Che tristezza tutto ciò!

  • contetadino 2 luglio 2019

    Ci arvole Beppe!

  • Giuseppe Tolu 2 luglio 2019

    Ancora l’ennesima vergogna! Ormai abbiamo passato anche la frutta, siamo i burattini del mondo! Vergogna, vergogna e ancora vergogna!

  • In evidenza

    contatore di accessi