Giustizia, è scontro tra Lega e Cinquestelle. Consiglio dei ministri stop and go

31 Lug 2019 18:51 - di Redazione

Sulla giustizia si cavano gli occhi. Non c’è pace per il governo Conte, con la proposta di riforma di Bonafede bollata come “acqua fresca” dal ministro dell’Interno Salvini. E ha voglia Di Maio a dire che “non si tocca”. Già, perché per lunghe ore si è dovuto sospendere il consiglio dei ministri che era stato convocato apposta per far svolgere una riunione a tre, fra il premier e i due vice per tentare di venire a capo della questione.
Il Consiglio dei ministri, convocato per le 15, è prima slittato per un’ora e mezza in attesa che si concludesse un vertice a tre Conte-Di Maio-Salvini, nel quale il premier ha tentato di mediare sul testo che divide M5s e Lega. La riunione del governo è poi iniziata per impugnare alcune leggi regionali con urgenza, ma è stata subito sospesa perchè i nodi sul provvedimento del ministro Bonafede non sono stati sciolti. Due ore dopo la ripresa della seduta.

Salvini: “La riforma ce l’abbiamo noi”

Su fisco e giustizia “è il momento del coraggio, delle grandi riforme, non delle riformine. Gli italiani non ci chiedono cosine, ci chiedono di tornare a contare”. Così il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini è tornato in diretta Facebook a indicare quali sono i punti fermi della Lega per i prossimi mesi.
Servono, ha detto, una “riforma fiscale coraggiosa, che metta soldi nelle tasche degli italiani, e una riforma giustizia che dimezzi i tempi dei processi”. Ecco perché la manovra dovrà essere “forte, coraggiosa e incisiva. Non è il momento della timidezza e delle mezze misure” ha detto Salvini. “Noi abbiamo una riforma della giustizia già pronta – ha aggiunto il ministro – efficace ed incisiva, che separa le carriere, dimezza i tempi dei processi, premia chi merita e punisce chi sbaglia”.

Di Maio: “La nostra è epocale”

Nel frattempo Di Maio parlava di ‘riforma epocale’ e avvertendo: ‘Nessuno la blocchi‘. “Una riforma che sanziona i magistrati che perdono tempo e che riduce drasticamente i tempi dei processi civili e penali rilanciando investimenti e crescita. Basta indagati a vita, chi sbaglia paga e subito. Non si deve aspettare anni prima di essere risarciti. Basta con le spartizioni di potere al Csm. Mi auguro nessuno pensi di bloccarla, sarebbe un grave danno al Paese”.
Ma resta ancora nel cassetto del governo. Almeno per ora.

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