Francia, l’affaire “aragoste giganti” inguaia Macron: ministro ambientalista si dimette

16 Lug 2019 15:46 - di Redazione

Ha avuto un bell’invocare la persecuzione, il linciaggio mediatico, la fake news, ma alla fine il ministro francese dell’Ambiente, François de Rugy, ha annunciato le sue dimissioni, dopo essere stato accusato di spendere soldi pubblici per cene lussuose con aragoste giganti, ostriche, champagne e grandi vini, tutto  spese pubbliche ovviamente. “Gli attacchi e il linciaggio mediatico contro la mia famiglia mi portano oggi ad un passo indietro necessario, che tutti capiranno. A causa della mobilitazione necessaria per difendermi non sono in grado di svolgere serenamente ed efficacemente la missione confidatemi dal presidente della Repubblica”, ha detto de Rugy sulla sua pagina Facebook, annunciando di aver presentato le dimissioni. Il presidente Emmanuel Macron ha immediatamente accettato le sue dimissioni, giunte in un momento particolarmente difficile per il suo governo. De Rugy è un ambientalista, animalista, verdissimo, paladino dell’ambiente, però non si tirava indietro rispetto a cene a base d’aragosta, la cui cottura come si sa è particolarmente dolorosa, e grandi vini francesi. De Rugy inoltre è stato accusato di aver vissuto in case popolari ottenute in affitto grazie alla sua posizione. Il giornale Mediapart, autore di numerose indagini su di lui, ha annunciato che presto pubblicherà i risultati di un’ennesima inchiesta sugli sprechi del ministro di Macron.

Ex presidente dell’Assemblea nazionale, fondatore del partito Ecologista (scissione liberale di “Europa, Ecologia i Verdi”), de Rugy era diventato ministro per la Transizione ecologica lo scorso settembre, dopo le dimissioni di Nicolas Hulot, star ecologista della Tv insofferente alle pastoie della politica. De Rugy, che aveva uno stile più politico e pragmatico del suo predecessore, è stato travolto da rivelazioni apparse il 10 luglio sul sito Mediapart, su una decina di cene lussuose da lui offerte fra l’ottobre 2017 e il giugno 2018 quando era presidente della camera bassa del parlamento. Secondo il sito le cene coinvolgevano fra i dieci e i 30 invitati, compresi parenti e amici. De Rougy, che oggi ha annunciato una querela per diffamazione contro Mediapart, si è difeso parlando di “cene di lavoro informali”. L’11 luglio, il sito ha rincarato la dose, scrivendo che de Rougy avrebbe speso 63mila euro dei contribuenti per rinnovare l’appartamento privato nella sede del ministero, 17mila dei quali impiegati per realizzare una stanza armadio. Nel clima della protesta dei gilet gialli contro la “politica delle èlites”, le rivelazioni hanno fatto scandalo, con manifestanti che brandivano aragoste gonfiabili giganti per protestare contro il ministro. De Rugy ha cercato di difendersi e giustificare come necessarie le spese per i lavori nelle stanze ormai “vetuste” dell’antico palazzo de Roquelaure del XVIII secolo dove ha sede il suo ministero. Alla fine, dopo aver inizialmente escluso le dimissioni, il ministro per l’Ambiente ha dovuto capitolare. Il caso aveva sollevato malumori in seno al partito En Marche del presidente Emmanuel Macron, nel cui gruppo parlamentare siedono i due deputati del partito di Rougy. Un anonimo dirigente macronista, citato da le Monde, si era lamentato de “l’effetto devastatore” della vicenda sull’opinione pubblica.

(Foto: Ufetam)

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