Fico eviti il bullismo istituzionale e mandi avanti la proposta di Fdi contro la violenza

giovedì 18 luglio 17:20 - di Francesco Storace

Il bullismo continua ad imperversare: perché Roberto Fico blocca la legge che sanziona seriamente le violenze? Fratelli d’Italia, con le prime firme di Giorgia Meloni e del capogruppo Francesco Lollobrigida, ha presentato con tutti i suoi deputati una proposta per punire i delinquenti che approfittano di soggetti più deboli. Il documento è fermo a Montecitorio dal 7 maggio, ma il presidente della Camera se l’è messo nel cassetto e non lo assegna alla commissione competente per un rapido iter. Casualmente la commissione giustizia della Camera ha dedicato una sola seduta al tema, ma per una proposta pentastellata… Ci diamo una mossa?
Anche perché la violenza continua, ma sembra che vogliano farci abituare ad ogni episodio.

La tragedia di Manduria

I più recenti di cui siamo venuti a conoscenza? Dieci appartenenti al team di una squadra di rugby di Rovigo sono accusati di aver vessato un minorenne sottoposto ad una specie di iniziazione per l’ingresso nella squadra. Manco la mafia.
A Pisa è toccata ad un ragazzino di 12 anni, preso a calci in classe dopo mesi di derisioni e insulti via whatapp.
Poi i crudi dati statistici. Oltre il 50 per cento dei ragazzi tra i 14 e i 17 anni sono vittime del bullismo o assistono ad episodi di violenza. Ci vuole una svolta, anche legislativa, ma Fico la blocca.
Eppure da Fratelli d’Italia viene un contributo serio. Anche perché ancora abbiamo tutti negli occhi la tragedia di Manduria, con una persona ammazzata da una banda di giovani delinquenti. Per Fdi, il bullismo va specificato normativamente e deve diventare un reato ulteriore rispetto a quelli che vengono contestati di per sè. Con pene fino ad altri quattro anni di galera, sei se nei confronti di un minore o di una persona affetta da disabilità.

La Camera faccia il suo dovere

Per bullismo si intendono – è scritto nella relazione alla proposta di legge – tutte quelle azioni di sistematica prevaricazione e sopruso messe in atto da parte di un bambino, di un adolescente o di un gruppo nei confronti di un altro bambino o adolescente percepito come più debole a causa di motivi di diversa natura”. Dice l’Istat: “La definizione del fenomeno si basa su tre condizioni: intenzionalità, persistenza nel tempo, asimmetria nella relazione. Esso è pertanto contraddistinto da un’interazione tra coetanei caratterizzata da un comportamento aggressivo, da uno squilibrio di forza/potere nella relazione e da una durata temporale delle azioni vessatorie”.
Purtroppo, ancora oggi il bullismo è incomprensibilmente sottovalutato, anche quando esso si afferma come una manifestazione di un vero e proprio malessere sociale sia per coloro che commettono il danno sia per coloro che lo subiscono: i primi in quanto a rischio di problematiche antisociali e devianti; i secondi in quanto rischiano un’eccessiva insicurezza caratteriale, che può sfociare in sintomatologie anche di tipo depressivo.
Sono stati scritti libri. Paginate di giornale hanno riempito i nostri quotidiani, ma ben poco si muove nell’ordinamento. E nel momento in cui una forza politica propone di colmare una lacuna che è gravissima, arriva il presidente della Camera a bloccare tutto. Assegnare la proposta alla Commissione competente è un suo dovere, saranno poi i deputati a stabilire se mandarla avanti o meno.  Il presidente Fico non ci costringa, con ulteriori ritardi, a parlare di bullismo istituzionale.

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