Fatture false, papà e mamma Renzi danno forfait alla terza udienza del processo

lunedì 8 luglio 15:46 - di Redazione

Terza udienza al tribunale di Firenze, presieduto dal giudice Fabio Gugliotta, del processo per fatture false che vede imputati i genitori di Matteo Renzi, TizianoLaura Bovoli e l’imprenditore Luigi D’Agostino. Per questo reato nel marzo scorso erano finiti agli arresti domiciliari. Per questa mattina è in calendario l’esame degli imputati e dei testi. A quanto ha fatto sapere l’avvocato Lorenzo Pellegrini, componente del collegio difensivo dei genitori dell’ex premier insieme all’avvocato Federico Bagattini, mamma e papà Renzi non sono presenti in aula perché intenzionati a rilasciare dichiarazioni spontanee nel corso di una delle prossime udienze.

Anche il terzo imputato del processo, Luigi Dagostino, ha rinunciato ad essere interrogato in aula riservandosi eventualmente di rilasciare dichiarazioni spontanee nel corso delle prossime udienze. Il pm Cristine von Borries ha chiesto di depositare agli atti il verbale dell’interrogatorio di Dagostino reso durante le indagini preliminari. A questa richiesta si è opposta la difesa di Dagostino e dei coniugi Renzi sostenendo che il verbale di interrogatorio sarebbe estraneo al procedimento in corso. Dopo una breve camera di consiglio, il giudice Gugliotta ha ammesso agli atti il verbale dell’interrogatorio del 13 aprile 2018 reso dall’imprenditore. «Laddove alla fine dell’istruttoria dibattimentale riterremo che ci sia la necessità di limare, precisare alcuni elementi in punto di fatto, faremo fare ai nostri assistiti delle dichiarazioni spontanee», ha precisato l’avvocato Bagattini. Ai cronisti “maliziosi” che fanno osservare che oggi i coniugi Renzi senior si sono avvalsi della facoltà di non rispondere in aula alle domande delle parti, il legale ha risposto che “tecnicamente” non è così anche se il risultato è lo stesso. «Il motivo della scelta – ha spiegato – è relativo all’esito dell’istruttoria dibattimentale, che ha realizzato il massimo degli argomenti difensivi che potessimo immaginare che emergessero dal processo».

«Hanno provato a tapparmi la bocca ma anche questa volta hanno fallito. La sentenza di oggi, che respinge una richiesta di risarcimento nei miei confronti da 100mila euro da parte della famiglia Renzi, sancisce la legittimità e la libertà di un esponente politico di difendere gli interessi dei cittadini, che hanno provato ancora una volta ad attaccare». Parola di Giovanni Donzelli, parlamentare di Fratelli d’Italia, a commento della sentenza odierna di rigetto della richiesta di risarcimento formulata nei suoi confronti dall’azienda Eventi 6 della famiglia Renzi. «La famiglia Renzi ancora una volta ha provato a calpestare i diritti dei politici e dei giornalisti di esercitare il loro diritto di critica, ma non ci sono riusciti. Un metodo minatorio e inaccettabile da respingere con forza, dichiara soddisfatto il deputato di FdI, «fallisce l’ennesimo tentativo nei miei confronti da parte del “giglio magico”: dopo il sindaco Nardella e il padre dell’ex ministro Lotti, ora la giustizia mi dà ragione anche contro la famiglia Renzi».

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