Fate volare l’elicottero, lo portiamo giù a piedi: drammatico appello per l’alpinista ferito in Pakistan (Video)

domenica 21 luglio 17:32 - di Redazione

La situazione è grave, e al momento le ore passano e in Pakistan sarà buio a breve, dunque nessun elicottero si alzerà in volo per arrivare a soccorrere Francesco Cassardo, l’alpinista italiano scivolato per 500 metri sul Gasherbrum VII: l’uomo è condizioni gravi ma stazionarie. Il compagno di cordata Cala Cimenti ha lanciato un disperato video appello in cui ha annunciato: «Lo portiamo giù a piedi». E intanto il ministro Moavero ha chiesto alle Autorità «di fare il massimo per soccorrerlo nei tempi più rapidi».

Pakistan, alpinista italiano ferito: non arrivano i soccorsi

Dunque, c’è un alpinista italiano ferito gravemente e che ha bisogno di soccorsi immediati. Aiuti che al momento, a quanto risulta finora alle agenzie di stampa, non sono stati garantiti. Cassardo, un alpinista piemontese, è scivolato per 500 metri mentre scendeva dal Gasherbrum VII, in Pakistan. Con lui c’è il compagno di cordata Cala Cimenti. L’ultimo messaggio racconta di Cassardo in gravi condizioni ma stazionarie. «Al momento è vigile e lucido ed essendo medico è in grado di valutare le sue condizioni e di dare indicazioni importanti». ma è chiaro che tutto ciò non può bastare. «Complimenti alla burocrazia e al rispetto di un uomo, un medico che si trova in quel Paese per portare aiuti (oltre alla sua scalata). Forse siamo solo noi un popolo che sa accogliere?», scrive indignato almeno quanto preoccupato su Facebook Marco Confortola, pronto a salire sull’elicottero che dovrebbe soccorrere Cassardo e Cimenti sulla vetta del GVII. E in queste ore è intervenuta anche la famiglia dell’alpinista italiano ferito dopo l’incidente in Pakistan: «Molte persone si stanno prodigando per aiutare mio fratello, ma al momento ancora nessun elicottero è partito», ha rilanciato il congiunto dell’uomo ferito ringraziando poi «queste persone, ma allo stesso» e, al tempo stesso, facendo appello «al ministro perché qualcosa si muova in tempi rapidi e si possa aiutare Francesco a portarlo giù vivo», ha dichiarato in un appello lanciato su YouTube Stefano Cassardo, fratello del’alpinista, riportato in basso.

La situazione al momento aggiornata e monitorata con post su Fb

Intanto, a quanto riferisce su Facebook il team che sta seguendo la vicenda, «il volo di soccorso ha subìto ritardi a causa di alcuni problemi burocratici risolti grazie all’intervento dell’ambasciata italiana in Pakistan, alla famiglia di Francesco e al coordinamento di Da Polenza. A complicare ulteriormente la situazione un’altra operazione di soccorso ed evacuazione su K2 e Broad Peak, dove sono attualmente impegnati i mezzi aerei». Nel frattempo, «Cala sta spostando Francesco un centinaio di metri più in basso, su un terreno dove l’elicottero possa operare direttamente». E altri aggiornamenti arrivano via Facebook con i post in tempo reale. «Arrivati Denis e Dan a piedi, mi hanno detto che stanno arrivando altri 2 polacchi ad aiutarci… visto che l’elicottero non arriva abbiamo deciso di portarlo giù a piedi. Probabilmente cammineremo tutta la notte ma portiamo Francesco in salvo» si legge nell’ultimo post pubblicato sulla pagina Facebook “Cala Cimenti Cmenexperience”. Cassardo però rischia un’altra notte all’addiaccio. Cala sta assistendo Francesco, la preoccupazione è quella di dover passare un’altra nottata a 6.300 metri. Tanto che, lo stesso Cala scrive: «Ho scavato una piazzola con un muretto per proteggerci dal vento e ho sistemato Francesco per fargli trascorrere la notte riparato. Fate volare l’elicottero, vi prego».

Le rassicurazioni di Reinhold Messner, gli aggiornamenti del ministro Moavero

E in queste ore è arrivato all’AdnKronos anche il commento di Reinhold Messner che sull’incidente e lo scenario in cui è avvenuto ha spiegato: «Conosco il GVII, è una montagna difficile, ma se i ragazzi sono stati capaci di scalarlo avranno modo di fare bivacco senza grossi problemi. Il problema in Pakistan sono gli elicotteri in mano ai militari; i privati non sono accettati, contrariamente a quanto accade in Nepal dove gli specialisti prendono tutti». «Posso solo sperare che tutto vada bene. Se hanno iniziato a scendere, hanno il materiale per passare un paio di notti fuori e vederli rientrare sani e salvi», ha quindi concluso ottimista il famoso alpinista. Infine, arrivano anche le rassicurazioni del ministro degli Esteri Enzo Moavero che, in riferimento all’appello dei familiari dell’alpinista italiano, in un tweet riferisce che, da sabato, «con Farnesina e Ambasciata si sta chiedendo alle Autorità pachistane di fare il massimo per soccorrerlo nei tempi più rapidi. Costante è il contatto coi suoi familiari».

 

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