Concorso aspiranti poliziotti, gli “idonei con riserva” scrivono a Gabrielli: siamo pronti

mercoledì 31 luglio 15:00 - di Eugenio Battisti
Il diario della Polizia arriva tra i banchi nella zona simbolo del sisma. È «Il Mio Diario», l'agenda della legalità

Concorso aspiranti Allievi Agenti di Polizia. Dopo l’ordinanza del Tar del Lazio che ha ammesso a sostenere le prove di accertamento ai ricorrenti contro il provvedimento che li escludeva dalla legge dello scorso febbraio, i ragazzi sono tutti risultati idoneima con “riserva” in attesa dell’udienza prevista ad aprile 2020. Ma la notizia è buona a metà perché pur avendo superato le prove devono attendere molti mesi in una situazione di stallo, ancora più assurda visto la necessità della Polizia di Stato di incrementare gli organici sempre più ridotti.

Pronti a iniziare da subito il corso di formazione, gli aspiranti allievi prendono carta e penna e si rivolgono direttamente al capo della Polizia, Franco Gabriell, per chiedere un interventoad hoc  La lettera prende spunto dalla visita di Gabrielli a Catania durante la quale denunciò le 18 mila unità in meno nella Polizia di Stato (se ne contano poco meno di 99 mila rispetto alle 117 mila che si dovrebbero avere). «Numeri che potrebbero addirittura aumentare dal momento che in futuro è prevista un’ulteriore diminuzione del personale. 
Gabrielli, durante la sua a Catania – scrivono gli aspirant allievi idonei con riserva – si è soffermato sulla gravità del fatto che gli uomini a disposizione della Polizia diminuiranno drasticamente risentendo degli effetti di quella che è stata la stagione del blocco del turnover. 
È in atto dal mese di maggio 2019 la procedura per l’assunzione di 1851 nuovi poliziotti che saranno  avviati ai corsi di formazione a fine agosto 2019. Questo procedimento tuttavia è stato più volte al centro dell’attenzione – si legge nel comunicato – visto che si è concretizzato mediante lo “scandalo” che ha visto cambiare i requisiti previsti dal bando di concorso svoltosi del 2017, la cui graduatoria è stata appunto scorsa escludendo tutti quei candidati non in possesso dei nuovi requisiti stabiliti dalla legge nuova. Ricordiamo che tale legge ha cambiato i requisiti anagrafici di partecipazione interessando esclusivamente coloro che alla data del 1 gennaio 2019 non avessero compiuto il 26esimo anno di età, quando il bando dell’allora 2017 aveva come limite di età per partecipare al concorso quello di non aver compiuto i 30 anni. 
A oggi, il Tar del Lazio ha ammesso i ricorrenti contro il provvedimento che li vedeva esclusi dallo scorrimento della graduatoria a prendere parte alle prove di accertamento dei requisiti fisici psichici e attitudinali».

Circa 400 candidati ricorrenti (le prove si stanno ancora svolgendo e continueranno fino al prossimo 6 agosto), sono risultati essere idonei con riserva, in attesa dell’udienza di merito fissata per il mese di aprile 2020. Tale condizione d ci vede così in uno stato di incertezza ed evidente preoccupazione, dal momento che pur essendo idonei ad essere formati e successivamente assunti in qualità di agenti della Polizia di Stato, rischiamo di essere tagliati fuori e lasciati a casa. 
Ci chiediamo come sia possibile,  che 400 giovani esaminati e risultati idonei  lasciati a casa ed esclusi dalla procedura assunzionale». La richiesta messa “nero su bianco” è quella di essere regolarizzati e quindi avviati al corso di formazione, «sciogliendo la riserva nei nostri confronti prima dell’udienza di merito del 3 aprile 2020».

Nella lettera al capo della Polizia si ricorda che sSoltanto qualche giorno fa, durante la discussione del decreto Sicurezza bis, è stato bocciato l’emendamento presentato dal gruppo Fratelli d’Italia che avrebbe reso possibile “sciogliere” la riserva, regolarizzare tutti gli idonei con riserva e archiviare la  complicata vicenda. «Quell’emendamento sarebbe stato un ottimo mezzo per risolvere  la circostanza perché avrebbe interessato esclusivamente tutti gli idonei con riserva, in quanto possessori dell’idoneità psicofisic» 
La regolarizzazione avrebbe ovviamente evitato la dilatazione dei tempi tecnici e scongiurato così il rischio di pregiudicare l’intera procedura. In questi casi volere è potere – conclude la nota – e al prefetto Gabrielli, come agli organi politici preposti, vorremmo soltanto far presente che i mezzi a disposizione per far fronte a dette criticità ci sono, tutto sta nella volontà di metterli in pratica».

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