Cinquestelle contro la sicurezza. Volevano una norma per punire i poliziotti

venerdì 19 luglio 16:57 - di Carlo Marini

I parlamentari del M5s fanno il copia incolla delle proposte di Rifondazione comunista delle legislature precedenti? Sembrerebbe proprio di sì, a dar retta anche all’ultima proposta contro i poliziotti, firmata dal grillino Luigi Gallo. Il suo emendamento al decreto legge Sicurezza bis è un vecchio cavallo di battaglia di Francesco Caruso e dei No global. Come del resto, il reddito di cittadinanza, tanto caro ai partiti di Bertinotti e Vendola. L’emendamento in questione prevedeva l’introduzione dei codici identificativi di reparto sulle divise dei poliziotti in servizio di ordine pubblico. Ieri pomeriggio, la Commissione Giustizia ha fortunatamente bocciato la proposta pentastellata, che era sostenuta anche da Riccardo Magi dei Radicali italiani. Anche il governo si era espresso in maniera contraria, attraverso il sottosegretario Nicola Molteni.

I codici identificativi sulle divise della polizia, ha spiegato Molteni, «non sono la soluzione adeguata, in quanto determinerebbero un’esposizione eccessiva degli appartenenti alle forze dell’ordine e aumenterebbe i rischi a loro carico. Viceversa, la soluzione migliore è costituita dalle bodycam, per il cui impiego il governo è impegnato, che costituirebbero una garanzia sia per gli operatori delle forze di polizia sia per i partecipanti alle manifestazioni».

Conestà (Mosap): “Dal M5s una proposta vergognosa”

Un emendamento definito vergognoso da Fabio Conestà, segretario sindacato di polizia Mosap. «Per fortuna – ha detto il rappresentante sindacale dei poliziotti – è stata evitata una vergogna. siamo stati sempre contrari agli identificativi sui caschi per evitare che i poliziotti possano essere ulteriormente bersaglio dei delinquenti».  Il codice identificativo alfanumerico, oltre a essere lesivo della dignità degli operatori, si presterebbe a strumentalizzazioni da parte di ambienti pregiudizialmente ostili alle istituzioni e potrebbe favorire la presentazione di denunce infondate e strumentali a carico degli operatori stessi. La soluzione migliore, quindi, è l’introduzione della bodycam che possono costituire una soluzione adeguata. Su eventuali problemi relativi alla conservazione e all’utilizzo dei dati, evidenziati dal radicale Magi, la soluzione è presto detta: possono essere risolti mediante una regolamentazione adottata dal Garante per la protezione dei dati personali.

Come funziona la bodycam in uso tra gli agenti Usa

 

 

 

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