Casarini ammette: è vero, siamo la Ong dei centri sociali. I soldi? Ecco chi ci finanzia…

lunedì 8 luglio 15:19 - di Redazione
Luca Casarini

Una lunga intervista a Luca Casarini, l’ex leader no global che ora è passato a fare politica in mare, affronta il tema delle Ong e del braccio di ferro con l’Italia e col ministro Salvini e la sua linea dei porti chiusi.

L’ha realizzata Lucia Annunziata, che dipinge Casarini come un “vecchio guerriero” cui si dà voce in un momento drammatico  che vede da una parte migliaia di disperati che anelano a lasciare le terra d’origine e dall’altra una visione delle politiche migratorie da conciliare con la protezione dei confini e con la concertazione europea.

Casarini ammette senza giri di parole che le Ong si sono trasformate in soggetto politico per sfidare Salvini: “C’è chi fa politica – dice – facendo morire le persone, e chi salva una vita e magari la politica la fa con questo gesto. Io preferisco questa seconda opzione”.

Quindi spiega che cos’è Mediterranea: “Una piattaforma di associazioni della società civile italiana, tra cui la comunità di don Gallo, e Arci nazionale.  Noi diciamo che non siamo una Ong, ci definiamo una Ang. Un’Azione non governativa. Nasce nel momento in cui c’è il massimo attacco alle Ong in Italia. Giugno dell’anno scorso. Il mare era deserto, ma, soprattutto, non c’erano Ong battenti bandiera italiana”.

Ma come si finanzia Mediterranea? Grazie ai garanti di Sinistra Italiana: “Mediterranea è fatta di varie associazioni. Presentammo insieme un progetto a Banca Etica. ‘Vogliamo fare soccorso in mare, testimonianza nel Mediterraneo centrale e abbiamo bisogno di una nave’. Banca Etica ci disse: ‘ci interessa, vi diamo un prestito, ma dovete trovare dei Garanti’. Abbiamo chiesto aiuto a  Vendola, Palazzotto, Muroni, Fratoianni in quanto deputati e ce l’hanno dato. Hanno messo le firme per fare da garanti. Ottenemmo un mutuo di 460mila euro per la Mare Jonio, un vecchio rimorchiatore del ’73 che aveva sempre fatto un onesto lavoro di porto come nave da monitoraggio e da eventuale salvataggio. Nel Settembre del 2018 il 3 ottobre, anniversario della strage di Lampedusa, per cui si mosse anche il Papa, siamo usciti dal Porto di Augusta”. A quel prestito è seguita un’attività di crowdfunding he ha consentito alla Ong Mediterranea di operare.

Ora però le navi Mare Jonio e Alex sono sotto sequestro: Casarini si augura che duri poco e avverte che farà appello alla società civile. Il che vuol dire mobilitare pezzi di opinione pubblica contro il governo italiano.  Così, i disobbedienti si trasformano in oppositori, senza bisogno di passare dal voto elettorale che certo non li premierebbe.

 

Commenti

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  • Mark 13 luglio 2019

    Solo in italia i cialtroni e terroristi possono permettersi certe sparate. Questo ne e l esempio.

  • andrea altibrandi 8 luglio 2019

    belle parole (le prime).Peccato provengano da un ignorante o da un furbastro.Quante morti ha causato la vostra ideologia comunista?Penso che il resto del suo discorso sia inutile leggerlo.Ossequi 😛

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