Bla-bla Zingaretti e Raggi sul carabiniere e l’omicidio assomiglia a un incidente

venerdì 26 luglio 12:44 - di Viola Longo

Il cordoglio, la vicinanza alla famiglia, l’apprezzamento per l’Arma. Certo, c’è tutto questo nelle parole con cui il Pd ha commentato l’assassinio di Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso a Roma da un immigrato fermato per una rapina insieme a un complice. Ma c’è anche qualcosa che manca: il coraggio e l’onestà di dire che Cerciello Rega è stato vittima di un brutale omicidio. A leggere i primi commenti “democratici” sembra quasi che il vicebrigadiere sia invece rimasto vittima di una tragica fatalità, «caduto» in servizio come ha cinguettato primo fra tutti il segretario Nicola Zingaretti. Una reticenza che si ritrova anche nel M5S.

Il cinguettio di Zingaretti

«Dolore per la tragica morte del carabiniere Mario Cerciello, caduto durante un controllo. All’Arma e alla sua famiglia va la vicinanza mia e di tutto il Partito democratico», è stato il messaggio affidato ai social dal segretario Pd. Una svista? Una sintesi frettolosa, dettata magari dall’emozione? Difficile crederlo, visto che anche il successivo comunicato della segreteria del partito usa le stesse parole. «A nome mio e di tutto il Partito democratico rivolgo i sentimenti più profondi di vicinanza e cordoglio ai familiari del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, caduto questa notte nell’adempimento del suo dovere», si legge nella nota firmata dalla vicesegretaria Pd, Paola De Micheli.

Il Pd e le remore a parlare di «assassini»

Solo dopo si parla di omicidio, con un passaggio rapido e dai toni piuttosto di maniera. «Nell’esprimere inoltre il nostro autentico apprezzamento all’Arma dei Carabinieri, ogni giorno in prima linea in difesa della legalità e della sicurezza dei cittadini, auspichiamo che il responsabile dell’omicidio – dice De Micheli – venga assicurato quanto prima alla giustizia e che questa faccia il suo rigoroso e rapido corso». Nessun accenno alla dinamica o all’identikit dell’assassino e del suo complice, che sono stati indicati dal collega del vicebrigadiere sopravvissuto all’aggressione come nord africani. E di generici «responsabili» hanno parlato anche gli altri, tra i quali il deputato dem Emanuele Fiano e il segretario di Articolo Uno Roberto Speranza, per lo meno auspicando che siano presto assicurati alla giustizia.

Le reticenze di Raggi e dei parlamentari M5S

Ma una reticenza nel dire come sono andate le cose si registra anche in casa M5S, a partire da Virginia Raggi una cui nota è stata diffusa solo diverse ore dopo la pubblicazione delle notizia. «In questo momento ho la necessità di esprimere il mio cordoglio nei confronti della famiglia di questo giovanissimo ragazzo di 35anni, morto nell’esercizio del proprio dovere. È estremamente doloroso. Questo è il momento del cordoglio: attendo l’esito delle indagini, la giustizia farà il suo corso», ha fatto sapere Raggi, dilungandosi poi in un ragionamento su quanto Roma abbia bisogno di più poliziotti, che aveva tutta l’aria di un’autodifesa politica. E non va meglio se ci si sposta sul fronte nazionale: «L’arma dei carabinieri, da sempre in prima linea nel garantire la sicurezza ai cittadini, piange oggi la perdita di un suo giovane componente, vittima di un tragico atto di violenza», è stata la nota diffusa dai gruppi parlamentari M5S, che parlano, sì, di «assassini, autori di questo barbaro gesto», ma senza avere il coraggio di andare oltre.

 

 

Commenti

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  • babbone 26 luglio 2019

    solo una parola: falsi.

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