Attenti a quei due: Boris Johnson da oggi premier e Farage già gli offre un patto elettorale

24 Lug 2019 13:59 - di Tito Flavi

Boris Johnson sarà stasera il nuovo primo ministro britannico, succedendo a Theresa May. Il neopremier sarà ricevuto in giornata dalla sovrana, prima di prendere possesso della residenza di Downing Street, dove terrà il suo primo discorso da capo del governo. L’annuncio dei membri del suo nuovo governo è atteso tra la tarda serata di oggi e domani. Sempre giovedì, Johnson interverrà ai Comuni, dove illustrerà il suo piano per la Brexit. Ieri, nel suo discorso dopo l’annuncio della vittoria per la leadership dei Conservatori sul rivale Jeremy Hunt, Johnson ha confermato l’intenzione di realizzare la Brexit e riunire il Paese e il partito, dopo le aspre divisioni degli ultimi mesi.

L’offerta di Farage

La linea pro Brexit sta avendo già un primo, clamoroso effetto: Nigel Farage ha proposto infatti un patto elettorale al neopremier. Secondo il leader del Brexit party, riferisce la Bbc, il nuovo primo ministro britannico dovrà convocare nuove elezioni se deciderà di uscire dall’Ue senz’accordo entro la scadenza del 31 ottobre, dato che in parlamento non ha la maggioranza necessaria per farlo. In quest’eventualità sarebbe “possibile” un patto fra Conservatori e Brexit party per non disperdere i voti euroscettici, ha sostenuto Farage. Non sappiamo se Johnson accetterà l’offerta di Farage. Certo è che queste  prove di dialogo potrebbero portare a  rivoluzionare la politica britannica con effetti anche in Europa, perché segnerebbero l’incontro tra gli unici due leader realmente nuovi del Regno Unito negli ultimi anni.

Da Jeremy Hunt la prina grana per Boris Johnson

Il problema più spinoso per Boris Johnson , al momento, sembra rappresentato da  Jeremy Hunt. L’attuale ministro degli Esteri  non accetterebbe di lasciare il Foreign Office. Secondo quanto riporta il Times, Johnson avrebbe ricevuto da Hunt un netto rifiuto, di fronte all’offerta del ministero della Difesa, considerato un passo indietro rispetto all’attuale incarico. Hunt sarebbe disposto solamente ad accettare una conferma al Foreign Office o, in alternativa, il ruolo di cancelliere dello Scacchiere o di vice premier. Johnson potrebbe imporre la propria volontà e rimuovere del tutto Hunt dal governo, ma così si aprirebbe per lui un problema politico. La cacciata di Hunt dall’esecutivo sarebbe infatti in contraddizione con la promessa di volere “riunire il partito” conservatore, fatta ieri dopo l’annuncio della sua vittoria.

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