Al voto, al voto! Tempesta a Palazzo, stavolta Salvini pare arrabbiato sul serio

venerdì 19 luglio 6:00 - di Francesco Storace

“Al voto! Al voto!”, ormai c’è l’eco. In tutti i palazzi della politica rimbomba l’ira di Salvini. Si sente tradito mentre tentano di accerchiarlo. Ha dato fiducia a chi non la merita. E non intende farsi ammazzare dagli scappati di casa. Anche perché è un po’ curioso che Di Maio lo attacchi mentre la Meloni lo difende e Berlusconi pure.
Matteo parla al passato dei suoi alleati: “Speravo si tornasse a costruire”. Governo defunto, pare di capire, a meno di giravolte che squasserebbero definitivamente la credibilità della politica. Oggi Salvini non andrà in consiglio dei ministri: preferisce i figli a Di Maio. Dichiarazioni pesantissime, l’onta ricevuta prevale sul potere.
Salvini si è sentito isolato dai Cinquestelle. Sul piano personale e su quello politico.

Offese personali

L’offesa personale al leader del maggior partito italiano l’hanno riservata proprio i grillini, con la vicenda russa. “Quando sono capitate queste cose a amici dei 5stelle io non sono mai entrato nel merito”, sottolinea il ministro dell’Interno. “Quando hanno toccato qualcuno diretto, qualche fratello, qualche amico, qualche padre, non mi son permesso di dire mezza parola, sarebbe carino che quelli che governano con me si fidassero di me, quando dico che non abbiamo mai visto una lira”. No, non si fidano.
E poi la politica. L’immobilismo. Il veto su tutto.
Salvini propone la flat tax e Di Maio risponde: “La copertura la trovi tu”.
Il ministro degli Interni vuole bloccare l’immigrazione clandestina, quello degli Esteri fa di testa sua con l’Europa, spalleggiato dal partito del Colle, con Conte al fianco del Quirinale in pianta stabile.
La giustizia fa acqua, ma Bonafede pretendere di far ingoiare ai leghisti una riforma senza senso.
Autonomie? Manco a parlarne.
E allora, si chiede chi ha vinto le europee (la Lega come Fratelli d’Italia): a che serve questo governo? Il voto popolare conta sempre di meno. E l’esempio viene dalla catastrofe europea, dove sono stati i Cinquestelle a fare da portaborse determinanti ad Ursula Van der Leyen, frau Juncker potremmo chiamarla. Continuità assoluta, schiaffi a chi vince le elezioni.

Conte, l’ingrato

Poi ci si mette il presidente del Consiglio, Conte, che per indossare i guantoni li chiede a Repubblica.
L’ingrato. Che si permette di sfottere il vicepremier leghista. Se potesse cambierebbe maggioranza domattina, Conte, tornando al vecchio amore rosso. Ma se il Pd presenta davvero la mozione di sfiducia a Salvini, è proprio finita. Se passa, è rottura finale. Se non passa, i grillini si devono andare a nascondere. Siamo ai titoli di coda.
E lui, Conte, dal giornale del nemico, detta lezioni di galateo costituzionale sull’obbligo di andare in Parlamento a riferire sulla vicenda di Mosca in contemporanea agli annunci a rate dell’Espresso. Poi, sempre il premier senza un voto proprio, che ciancia di manovra e tasse – ovviamente senza flat tax – dicendo che il padrone di casa è lui e non Salvini. Per concludere con la mortificazione finale, sull’Europa, con la minaccia di negare il commissario italiano al partito che ha vinto le elezioni.
Non c’è dubbio. Sono cominciati i fuochi elettorali. Per evitarle le urne a settembre  ci vorrebbe un bel golpe. Magari Napolitano potrebbe dare consigli sul tema a Mattarella, che però dovrà parlare anche con Salvini. Il capo dello Stato conosce già l’aria che tira, gliel’ha rappresentata ieri sera Giorgetti, salito al Colle per rinunciare alla candidatura a commissario Ue.  I numeri per un altro governo chi li trova?

Commenti

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  • Fabrizio Piccari 19 luglio 2019

    Allora, la stacchiamo ‘sta spina a quei buffoni? Così spariscono del tutto come è giusto e logico e finalmente si può governare insieme all’amica Giorgia!
    ALLE URNE! UP PATRIOTS TO ARMS!
    Fabrizio Piccari Leghista e patriota

  • Massimo Viggiano 19 luglio 2019

    Bravo Direttore, ottimo editoriale.

  • avv. alessandro ballicu 19 luglio 2019

    salvini dovrebbe far cadere il governo e poi andare ad elezioni alleandosi solo coi fdl .avrebbero il premio di maggioranza e potrebbero fare un vero governo sovranista, patriota e di destra, il primo dopo quello di mussolini, che in 5 anni restituirebbe all’ italia l’onore e la dignità, facendoci rispettare soprattutto in europa.

  • Luigi Casiraghi 19 luglio 2019

    E’ inutile che i fanfaroni continuino a blaterare in nome dicono di un mandato popolare acquisito, forse non lo ricordano, solo dal 17% degli elettori, contro ogni buona usanza nazionale, come l’ospitalità e le buone maniere,, proprie del costume italiano. Deve il Sig. Salvini sapere che è solo e purtroppo per noi solo ministro dell’interno, non altro.Il suo dire ,il suo fare ha senso solo se esprime la volontà di tutto il Governo, che se anche purtroppo è solo quello che è, è l’unico il Presidente del consiglio, autorizzato a parlare per tutti. Non può un fanfarone qualunque, tra l’altro sembra anche dotato di notevole ignoranza, pretendere di disonorare il popolo Italiano!

  • giorgio 19 luglio 2019

    non c’e’ che dire, i “5stelle” si sono mostrati per quello che sono, cioe’ totalmente inaffidabili, alleati di governo???????????, oltre che essersi dimostrati oltranzisti nel non fare nulla, no su tutto,un disastro per l’economia del Bel Paese; ministro del lavoro e dello sviluppo econimico????????????Ilva di Taranto?????????? Tav???????varie imprese che delocalizzano mettendo a casa i lavoratori ed il ministro che fa ?????????????pure in quel di Torino si sono fatti scippare il salone dell’auto che emigrera’ in quel di Milano, Roma e’ diventata una discarica a cielo aperto a serio rischio epidemico; infine, per non farsi mancare nulla, “falsi come Giuda” avendo largamente inciuciato con il Pd in sede europea dove l’attuale segretario, che non ha avuto il voto di una larga parte dei rappresentanti della stessa area politica, non sarebbe stato votato se i 5stelle non avessero dato il loro voto, stessa cosa e’ avvenuta per Sassoli. C.V.D.,ergo………………

  • federico 19 luglio 2019

    Salvini può arrabbiarsi con se stesso. 68ino fuori tempo, ex comunista, dal 68 ha imparato che chi la spara più grossa ha sempre ragione. La gente lo vota perché si pone come il simbolo antimigranti, in realtà i migranti restano qua e ne arrivano altri, proprio perché non sa accordarsi con alcuno, tranne di maio.

  • maurizio turoli 19 luglio 2019

    Il Governo, dopo circa 18 mesi di abominevole convivenza cadrà.
    Non ci saranno, però, alla faccia del popolo sovrano, elezioni.
    Il Quirinale ha ottenuto, finalmente ciò che auspicava fin dal principio di legislatura: un governo PD 5Stelle.
    Si andrà al voto solo quando Lega e Fratelli d’Italia avranno perso in misura consistente il consenso degli elettori. (Craxi, Berlusconi, Renzi, ecc. docent)
    Rassegnamici ad un Quisling alla Monti sotto l’Alta regia del Quirinale e della Merkel.

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