Università, si dice sì ai rave party e no al prof amico di Putin. La protesta di FdI

lunedì 24 giugno 12:48 - di Adriana De Conto

La situazione allarmate degli atenei italiani sta venendo alla luce in tutte le sue contraddizioni. Si passa indifferentemente dalla censura più bieca al permissivismo più spinto. La parlamentare Fratelli d’Italia  Carmela Ella Bucalo ha presentato una interrogazione al ministro dell’Istruzione Marco Bussetti. «La tragedia all’Università La Sapienza di Roma è solo l’ultimo grave episodio che vede coinvolto un ateneo italiano. Solo pochi giorni fa a Messina, il Rettore si ergeva a censore illiberale negando la concessione dell’aula conferenze per una lectio magistralis al professor Aleksander Dugin, che politicamente non rappresenta alcuna parte politica e che con le sue riflessioni filosofiche avrebbe potuto arricchire l’attività dell’Ateneo. Un diniego figlio delle perplessità manifestate da molti docenti e che non ha assicurato la pluralità di informazione, la democraticità dei dibattiti, il confronto di idee e lo scambio culturale». Politologo russo e consigliere di Putin, Aleksander Dugin è stato censurato. I centri sociali e i collettivi possono invece trasformare tranquillamente le università in una zona franca.

FdI: «Il ministro sa cosa accade negli Atenei?»

Carmela Ella Bucalo chiede pertanto al ministro Bussetti «di sapere se è venuto a conoscenza della vicenda e se non ritenga opportuno adottare ogni iniziativa, anche normativa, affinché vengano garantiti la natura e il ruolo delle università, ossia la laicità e il pluralismo libero da ogni condizionamento ideologico, confessionale, politico o economico. Le Università – conclude – non devono essere un porto franco, ostaggio nella maggior parte dei casi dei centri sociali, né una zona da sfruttare a uso e consumo personale di rettori, professori o studenti».

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