Sinistra senza vergogna, intellettuali e vip propongono la Capitana come premio Nobel

sabato 29 giugno 17:49 - di Chiara Volpi

Un copione già visto quello della figlia di papà che gira per college blasonatissimi prima di votarsi alla causa mondialista e capitalista del traffico di migranti, che però ha fatto breccia nel cuore della sinistra che palpita per il coraggio della capitana dal look da figlia dei fiori tutta peace and love ha rischiato di speronare senza pensarci su due volte gli uomini della Guardia di Finanza a bordo della motovedetta che avrebbe dovuto impedire l’attracco al molo di Lampedusa. Una prepotente spacciata per eroina divenuta il nuovo oppio dei popoli e la nuova musa della sinistra estrema parlamentare e non. e così, dopo aver colto il plauso e accolto a bordo Delrio, Orfini e Fratoianni, Carola Rackete che ora dovrà affrontare le conseguenze giudiziarie della sua arroganza si becca pure il coro di complimenti che, unanime, sale e monta da sinistra per lei: capitana “coraggiosa”, arrestata tra gli applausi di quattro sostenitori e le urla di molti più detrattori inferociti sul molo. Ora rischia fino a 10 anni anche per tentato naufragio: la parola passa alla magistratura, nel frattempo le odi dei soliti aedi della sinistra continuano a riecheggiare rimbalzando dal web alla tv, con buona pace di tutti quei tanti volontari silenti che, lontani da palcoscenici mediatici spettacolari, lavorano da anni e per anni a fianco dell popolazioni africane più in difficoltà.

La sinistra disobbediente esulta per la Capitana

E così, per un don, il famoso don dell’accoglienza, Padre Alex Zanotelli, che per la capitana che al timone della Sea Watch ha forzato il blocco della Guardia di finanza nel porto di Lampedusa ha usato frasi di encomio che lo hanno portato a descrivere la dissidente come «una ragazza tedesca dai grandi valori, una donna straordinaria che ha avuto tutto dalla vita e ora dedica una parte della sua vita a chi non ha niente». Del resto, il missionario ha esordito sulla Rackete dicendo: «C’è voluta una donna tedesca per mettere in crisi e sparigliare le carte al ministro Salvini»: dunque, è soprattutto questo il punto, opporsi e contrastare il ministro Salvini – contro cui il religioso si è sempre espresso con parole di fuoco – anche se questo vuol dire non rispettare platealmente diritto della navigazione, leggi nazionali, confini territoriali, diktat governativi. «Questa donna meriterebbe un premio Nobel – afferma addirittura il religioso comboniano – per il suo coraggio di sfidare una legge assurda, cui bisogna disobbedire, perché è un atteggiamento profondamente cristiano la disobbedienza alle ingiustizie».

Il delirante coro della sinistra buonista, tutti in pista per Carola: da Cacciari alla Sgrena

E per un prete pro-accoglienza a tutti i costi che scomoda addirittura i classici greci – «Mi ricorda Antigone» ha aggiunto in conclusione della sua perorazione don Zanotelli –, c’è anche chi, come Massimo Cacciari che, pur di difendere l’operato dissennato della capitana tedesca arriva a dire che «ci sono delle leggi, è evidente che la conseguenza sia quella prevista dalle leggi. Ma questa del decreto sicurezza di Salvini è una legge ingiusta ed è un onore, per le persone di coscienza, trasgredirla in quanto ingiusta: averla violata va a tutto onore di questa capitana e a tutta vergogna di Salvini e dei suoi commilitoni»: un ribaltone mentale tipico del disobbediente dem che, pur di difendere diritti e doveri di una dissidente – che ha dimostrato di fregarsene delle leggi che andava ad infrangere spudoratamente – invece di sottolineare l’illegittimità del comportamento della Rackete mette in discussioni valore morale e potenziale giuridico delle leggi a cui la donna ha disobbedito. Tanto che, concludendo il suo iperbolico commento, Cacciari aggiunge pure: «Quando una legge, sulla base della tua coscienza, è ritenuta del tutto iniqua, è un dovere trasgredirla. Dunque, totale solidarietà nei confronti di chi infrange leggi che trasgrediscono principi fondamentali sanciti dal diritto internazionale». Un comizio delirante, quello improvvisato dalla sinistra buonista, a cui non ha fatto mancare il suo contributo neppure la giornalista Giuliana Sgrena, che in merito a quanto accaduto al largo di Lampedusa e al comandante della Sea Watch 3, ha dichiarato: «Sono assolutamente solidale con la capitana Carola perché penso che quando si salvano delle vite umane, e questo è l’impegno che tutti dovrebbero avere, non si guarda in faccia a nessuno». concludendo infine che «è inconcepibile inveire contro persone che salvano esseri umani: Carola è stata arrestata e nel frattempo sono stati raccolti molti più soldi di quanto necessario per pagare la multa che probabilmente le verrà inflitta». E al danno si aggiunge pure la beffa…

 

Commenti

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  • antonio vilonna 30 giugno 2019

    Si premio nobel per i komunisti ignoranti.antonio

  • Giuseppe Tolu 29 giugno 2019

    Figuratevi a che punto sono, proporre il nobel a questa specie di capitana (visto che manovra di attracco?), se questa è la migliore agli altri spetta una coppa di cacca, come minimo!!

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