Sesso, si abbassa l’età della prima volta: impennata di infezioni tra i giovani

11 Giu 2019 15:00 - di Redazione
aids

Gli amori estivi, soprattutto se a base di sesso non protetto, possono lasciare brutti ricordi, e a rischiare di più sono giovanissimi: la prima volta arriva spesso già a 13-14 anni, sorvolando sulle precauzioni. «Tra il 2010 e il 2018 – è l’allarme lanciato dal 24° Congresso mondiale di dermatologia (Wcd2019) in corso a Milano da Aldo Morrone, dermatologo tropicalista, direttore scientifico dell’Istituto Irccs San Gallicano di Roma – si assiste a un netto aumento dei casi di persone con un’infezione sessualmente trasmissibile. Raddoppia, tra il 1991 e il 2018, anche il numero di stranieri con una malattia confermata e in atto. Inoltre, si registra un incremento generalizzato sino al 400 per cento, in diversi centri, dei casi di sifilide. E se si considera che non tutti i pazienti si rivolgono a strutture pubbliche, ci sono validi motivi per non sottovalutare il fenomeno». A destare «grande preoccupazione», rimarca, è l’incidenza delle «infezioni sessualmente trasmissibili tra i giovanissimi». Morale: gli adolescenti sempre di più fanno sesso precocemente, senza un’adeguata consapevolezza e conoscenza del proprio corpo. Il 15 per cento già tra i 13 e i 14 anni. «L’incremento che si osserva tra questi ragazzi – aggiunge l’esperto – è dovuto anche alla promiscuità, all’utilizzo errato o mancato del preservativo. E, purtroppo, molte ragazze sottovalutano il rischio che le infezioni sessualmente trasmesse possano determinare sterilità o diventare un fattore predisponente allo sviluppo di tumori».

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