Salvini: “La Sea Watch ci sfida ma non passerà: i porti restano chiusi”

venerdì 14 giugno 11:02 - di Redazione

La nave Sea Watch 3 pendola dall’alba di oggi fuori dalle acque territoriali. L’imbarcazione della ong per il momento è ferma, zigzagando in mare, in attesa di capire dove sbarcare i 52 naufraghi a bordo. Ieri l’ong ha confermato di non volere fare sbarcare i migranti a Tripoli, in Libia, dove le è stato offerto un porto di attracco. “La Libia non è un porto sicuro”, ha risposto il comandante che ha poi deciso di volgere la prua verso Lampedusa e chiedere all’Italia l concessione del porto sicuro. Ecco perché Salvini considera l’atteggiamento della Ong come una provocazione politica per provare a sfidare le autorià italiane. ”Niente Malta. SeaWatch ha cambiato nuovamente rotta: ciondola nel Mediterraneo e gioca sulla pelle degli immigrati, nonostante abbia chiesto e ottenuto un porto da Tripoli”, dice il ministro dell’Interno. “Stiamo assistendo all’ennesima sceneggiata: dicono di essere i buoni,  ma stanno sequestrando donne e bambini in mezzo al mare – sottolinea – Per loro, porti chiusi!”.

Commenti

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  • NESTORE 14 giugno 2019

    mandali nelle case dei comunisti

  • filippo nalli 14 giugno 2019

    Salvini è solo,boicottato da Toninelli,Trenta e…Conte.Ha una sola massa d’urto formidabile:il “popolo sovrano”,che quando s’incazza scrive la storia.Giorgia,faglielo capire tu (come facesti per l’immigration compact):basta solo che mandi sul molo di Lampedusa due o tremila incazzatissimi italiani che respingano a mare,a calci nel sedere,i poveri naufraghi con i vestitini firmati e gli smart phone:Questa sarebbe la prima puntata,poi,a discrezione di qualche toga rossa,si potrebbe procedere alla seconda,sotto le finestre di qualche togato.E tiriamola fuori sta colonna vertebrale!!!!!!!

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