Salvini ha tempo fino al 20 luglio per vincere. Poi rischia di giocarsi tutto

martedì 25 giugno 6:00 - di Francesco Storace

Avremmo voluto rivolgere una domanda a Matteo Salvini (ma purtroppo per il Secolo d’Italia non c’è). Una questione che non ci pare affatto banale, che sta sulla bocca di molti. Ma non ti sei stufato di sentirti chiedere quando si vota? Quando stacchi la spina?
Se lo chiedono a noi osservatori, figurarsi a chi è protagonista assoluto della scena politica. Ma l’ostinazione nel dipingersi come quello che vuole andare avanti per chissà quanto tempo ancora, fa a pugni con la realtà.
E’ proprio Salvini a dover offrire chiarimenti alla pubblica opinione, perché nessuno può ragionevolmente pensare che una maggioranza possa procedere ancora così. Ha ragione chi dice che non c’è ancora un’alternativa politica. Ma quella elettorale sì e il capo della Lega farebbe bene ad approfittarne. Perché quando meno te lo aspetti, gli “altri” si organizzano e se non ti sbrighi ti sbattono all’opposizione col tradimento di chi oggi hai come alleato a palazzo Chi.

La data limite

Anche perché tutti si immaginavano un po’ di pace dopo le elezioni europee. Litigavano da pazzi da un comizio all’altro, Salvini e Di Maio, e il povero Conte a far filosofia. E’ la campagna elettorale, so’ ragazzi, sembrava voler dire il presidente del Consiglio. Poi, il 26 maggio è trascorso e hanno ricominciato peggio di prima. Il premier sempre più messo in mezzo e Matteo e Giggino a darsele di santa ragione.
Ma è un gioco che inevitabilmente dovrà finire il 20 luglio. Per votare a fine settembre, quella è la data limite che ha in mano Salvini. Che potrà maramaldeggiare fino ad allora. Con Di Maio che farà finta di assecondarlo per evitare le elezioni anticipate di cui ha terrore. Per poi procedere subito dopo a parti rovesciate.
La commedia rischia però di avere conseguenze devastanti. In Europa ci siamo da subordinati,  tutti attendono l’assestamento di bilancio per poter presentare nuovi conti a Bruxelles, con mannaia allegata. E l’allarme che si avverte nel pianeta sanità lascia intuire che proprio lì si muoveranno le forbici per soddisfare gli appetiti comunitari.

Troppi conflitti

La sensazione è che ci sia un gioco al rialzo per mascherare quello che stanno nascondendo sotto il tappeto. E francamente è abbastanza ridicolo che un progetto ambizioso come la Flat Tax – presente nel loro contratto di governo – resti sempre nell’hangar perché nessuno si impegna a trovare le coperture necessarie. Con Di Maio che continua a sfidare Salvini sul salario minimo orario senza interrogarsi sulla fine della caccia al tesoro per evitare l’aumento dell’Iva.
Mala tempura currunt e nessuno che si prenda la responsabilità di spiegare con chiarezza agli italiani dove stiamo andando.
Poi, ci mancavano i conflitti interni ai due colossi di maggioranza. Le botte di Di Battista a Salvini (per colpire Di Maio) e gli sgambetti tra Giorgetti e Borghi in materia di Minibot stanno aprendo voragini ovunque.
In questo quadro ecco il perché della domanda che avremmo voluto rivolgere a Salvini. Ma se cento volte al giorno ti chiedono di staccare la spina, i matti sono loro o sei tu che ci rimani? Perché deludere chi ti ha votato e salvare chi non ti sopporta?

Commenti

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  • Fabrizio Piccari BBH 25 giugno 2019

    Matteo, ti preghiamo in ginocchio, approfittiamo del momento e torniamo SUBITO al voto. il M5S è un cancro peggiore del PD. Gli italiani te lo hanno urlato in tutti i modi. Se non dai retta alla tua base, finisce che si volgeranno altrove!!!

  • Carlo Cervini 25 giugno 2019

    I grillini sono feccia e lo dimostrano ogni giorno sgovernando al centro come in periferia, la Lega purtroppo in economia somiglia a loro, deve disinnescare gli aumenti di Iva ed accise e invece propone nuove spese folli a debito e una riforma fiscale che se va bene fregherà come al solito chi già paga il 62/64% del proprio reddito, per non parlare dei risparmi…………….è si ha anche la spudoratezza di chiedere la fiducia e gli investimenti………….si con un Tir.

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