Rampelli: “Noi stiamo con i veri volontari, non con i figli di papà e i comunisti col Rolex”

sabato 29 giugno 17:43 - di Redazione

“Lunga vita agli eroi silenziosi, di destra o di sinistra non fa differenza, che stanno dedicando la loro vita agli ultimi tra gli africani”, si legge sul profilo Facebook di Fabio Rampelli vicepresidente della Camera. “A coloro denutriti e assetati che non possono pagare i trafficanti di uomini, agli anziani che non avrebbero nemmeno la forza per provare la via della fuga, alle mamme che non possono abbandonare i propri bimbi né portarli con sé, ai disabili inutili per il lavoro nero, ai mutilati finiti sulle mine o semplicemente a coloro che non intendono arrendersi al neocolonialismo di certi paesi occidentali e asiatici che sfrutta senza pietà il continente più ricco di materie prime del pianeta salvo farci la morale, strappandogli il diritto al futuro”, prosegue il lungo post del parlamentare di Fratelli d’Italia a poche ore dall’arresto della capitana della Sea Watch e dal sequestro dell’imbarcazione della Ong olamdese. “Medici, giovani laureati, ingegneri, infermieri, missionari, volontari cattolici e laici che non guadagnano il palcoscenico di Lampedusa, non sono sovvenzionati da finanzieri balordi, non hanno navi per farsi notare e indurre il Pd a donargli 300mila euro, né avrebbero decine di migliaia di euro al giorno per pagarsi il carburante, non hanno genitori che trafficano armi e non sono figli dei tanti papà della sempre più invisa ‘intellighentia rossa’. Agli africani robusti, che possono permettersi di pagare (con non si sa quali soldi) trafficanti e scafisti, al 90% uomini tra i 18 e i 30 anni, che sono richiamati in Europa prima gratuitamente assistiti dall’ “affare dell’accoglienza”, poi per lavorare sottocosto o per fare la manovalanza della malavita, a loro pensano i fighetti dei centri sociali, i parlamentari della sinistra italiana, l’etnia residuale dei ’comunisti con il Rolex’, lontana reminiscenza degli operai e dei braccianti che si spezzavano la schiena e lottavano per la giustizia sociale.
Tra loro la tedesca Karola, anche lei figlia di papà, arrestata e già ai domiciliari, destinata a diventare un’icona ricca dei senza palle, senza coscienza e senza Dio, piu recente prodotto della grande ipocrisia occidentale”, conclude Fabio Rampelli, “io sto con l’Africa vera e con i veri volontari che la soccorrono”.

Commenti

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  • Mauro Pera 30 giugno 2019

    Che cosa dire? Bravo, bravo, bravo! Bisognerebbe che più giornalisti ( conseguentemente anche giornali) evidenziassero queste situazioni. Cero è più facile sentirsi buoni con chi, si spera, un domani forse ti darà il voto, invece di muovere il “culo” e darsi da fare nei confronti di quei poveri bambini “mangiati” dalle mosche, con le pance gonfie per la denutrizione, che non si sa quando finirà il loro futuro. No è più semplice apparire ed andare a condividere con chi si permette di infrangere le regole di una nazione, perchè fa più “in”. Vergogna!!

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