Pure la Merkel decide di cacciare i migranti. “Deportazione”, dice la sinistra

venerdì 7 giugno 15:35 - di Robert Perdicchi

Svolta “di destra” nella Germania della Merkel, finora paladina, in apparenza, dell’accoglienza e dell’inclusione. Al termine di un aspro dibattito, i deputati tedeschi del Bundestag hanno approvato l’inasprimento delle regole sull’espulsione di migranti. “L’obbligo di lasciare il paese deve essere seguito dalla sua effettiva realizzazione “, ha detto il ministro dell’Interno Horst Seehofer, riferendosi alle nuove regole che facilitano la detenzione dei migranti in attesa di espulsione.

Duro dibattito

Il voto è stato accompagnato da un duro dibattito, con i deputati dei Verdi e della sinistra radicale Die Linke che hanno accusato i socialdemocratici dell’Spd di votare contro i propri principi. “E’ un giorno nero per la democrazia”, ha dichiarato il deputato dei Verdi Filiz Polat. Il socialdemocratico Helge Lindh ha risposto facendo notare che le deportazioni di migranti avvengono anche nei land tedeschi dove i Verdi sono al governo.

Più facile la detenzione dei migranti

A contribuire alle tensioni in aula è anche il recente risultato delle elezioni europee, dove i Verdi hanno superato
l’Spd, diventando il secondo partito. Il pessimo risultato dei socialdemocratici e il calo dei consensi per la Cdu/Csu della cancelliera Angela Merkel ha indebolito la Grande Coalizione fra questi due partiti, che governa la Germania.
Con le nuove regole approvate oggi diventa più facile la detenzione dei migranti in via di espulsione, che potranno essere rinchiusi anche nelle carceri. E’ stata anche ampliata l’applicazione dell’obbligo di residenza in particolari località per i rifugiati. Il provvedimento è stato approvato dai partiti di governo ma anche dall’estrema destra di Alternativa per la Germania (AfD). Verdi e Die Linke hanno votato contro, mentre i liberali dell’Fdp si sono astenuti.

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