Polemiche su Gad Lerner in Rai: «Leghisti ignoranti e razzisti». L’ira del web: «E’ solo fango» (video)

mercoledì 5 giugno 12:36 - di Sara Gentile

Rieccolo in onda in Rai. Gad Lerner nella sua prima puntata di L’Approdo riparte dalla Lega. Esattamente come in quel lontano 1991 quando conduceva sempre su Raitre Profondo Nord per raccontare con un linguaggio vetero marxista e carico di veleni il “fenomeno” della allora Lega di Bossi e Miglio. Anche oggi, ventotto anni dopo Lerner usa lo stesso linguaggio e accusa la Lega di essere un partito razzista e neonazista votato dalle “classi subalterne”. Già dalla scenografia, che vede un barcone distrutto sullo sfondo, si capisce che il tema della serata è il processo alla Lega. Dopo le polemiche dei giorni scorsi (Salvini ha detto: «Il cambiamento in Rai è Gad Lerner? La Rai dica quanto costa», e la risposta piccata di Lerner: «Salvini usa l’olio di ricino digitale») il programma ha incuriosito gli spettatori e nella prima puntata ha raccolto 1 milione e 174mila spettatori, con share del 7,4%. Spettatori che poi si sono scatenati con commenti al vetriolo sul web. L’indignazione è tanta. Sulla pagina Twetter di Lerner ci sono i sinistri che si congratulano. Ma poi c’è anche chi protesta. Scrive Fede: «Vergognoso  che venga dato un programma in prima serata a questo signore qua e per di più che venga pure pagata con i nostri soldi ! E il tutto per sfogare il suo odio personale verso Salvini, perché di questo si tratta». O quello di Carlotta: «Il letame dovrebbe essere bandito come forma di comunicazione. Ma come si fa a dar credito ad uno dei peggiori miracolati dell’informazione italiana?».

Gad Lerner, l’attacco contro la Lega

La trasmissione ha un unico filo conduttore. Lerner aizza i due ospiti per confermare l’analogia tra leghismo e nazismo. La “difesa” della Lega è affidata a Marco Tarchi, studioso delle destre europee. Mentre la spalla principale del conduttore è Luciano Canfora, storico e filologo, candidato dei Comunisti Italiani al Parlamento europeo nel ’99.  Vengono proiettati servizi di archivio sulla Lega secessionista, i giuramenti padani e i congressi di  trent’anni fa. Lo scopo è quello di dimostrare che i leghisti sono razzisti e ignoranti. Viene tirato in ballo persino Francesco Speroni, intervistato a Legnano sotto il monumento di Alberto da Giussano per sostenere meglio l’assunto di Lerner. «Le analogie sono evidenti no?» incalza il giornalista servendo l’assist a Canfora che tira al volo: «Sì è un abbassamento di livello spaventoso, un vuoto di contenuti, un linguaggio volgare». La scaletta procede con il parallelismo tra Lega e nazisti: «Ecco uno striscione dietro Matteo Salvini in piazza Duomo, si additano i nemici: banchieri e barconi». «È una involontaria allusione nazionalsocialismo tedesco che individuò nei banchieri ebrei e nel proletario politicizzato il nemico da battere. Magari loro non ci arrivano, ma è un collegamento viscerale», spiega Canfora. «Il giudeo bolscevico!» esulta Lerner. Apprezza il Pd con Michele Anzaldi («Questo è servizio pubblico»). Ma Lerner attacca anche lui: «Non dimentico quando attaccava Raitre per avermi affidato la trasmissione #IslamItalia e adduceva fra le motivazioni la perla seguente: Lerner per giunta è ebreo. La lottizzazione fa male alla Rai».

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