Olimpiadi, la faccia tosta di Renzi: «Merito mio, quando le volevo Salvini mi attaccava…»

martedì 25 giugno 11:30 - di Marta Lima

«L’Italia ha vinto. Tutto il resto non conta. Questo Paese è forte, più forte di chi lo attacca con polemiche meschine. Oggi leggo che sulle Olimpiadi tutti hanno cambiato idea. Bene. Salvini attaccava il “fenomeno fiorentino” che voleva le Olimpiadi: ora è il primo a esultare, ma ormai conosciamo il suo modo di fare. Lui non ha idee: le cambia sulla base della convenienza del momento». Finge buonismo, concordia, orgoglio nazionale, Matteo Renzi, ma su Facebook non resiste alla tentazione di raccontare alla gente che le Olimpiadi di Milano e Cortina le voleva lui e che all’epoca Salvini lo attaccava, definendolo “fenomeno fiorentino”.

Renzi e i suoi meriti: l’Expo e i Mondiali

Il solito Renzi, che rivendica a sé anche i successi degli altri, il solito Renzi che attacca chi – e su questo non ha tutti i torti – le Olimpiadi le ha sempre viste col fumo negli occhi: «I M5S rivendicano il merito di questo ‘sogno italiano’ dopo che sono stati loro, con Virginia Raggi prima e Chiara Appendino
poi a negare alle ‘loro’ città questa occasione. Ormai è chiaro: uno vota in M5S per protesta e si trova una classe dirigente che fa danni
per anni, per decenni. Quando tornerà a Roma un’occasione come quella buttata via dalla Raggi, Di Maio e Di Battista? I cittadini di Roma e
di Torino adesso lo sanno: votare in M5S produce effetti collaterali. Dovremmo recuperare quella vecchia campagna: “Votare M5S fa male anche
a te. Digli di smettere”». Poi Renzi torna a lodarsi: «Brava Milano – continua Renzi – che continua il percorso dell’Expo. Brava Cortina d’Ampezzo, che continua il percorso dei mondiali 2021. Senza Expo e senza Mondiali non ci sarebbero state le Olimpiadi: se lo ricordino i critici di questi eventi che abbiamo voluto e finanziato con forza. E bravi i sindaci e i governatori. Ma il bravo più grande va al vero vincitore di ieri sera. Perché ha vinto la squadra, certo. Ma un leader serve sempre e in questa partita c’è stato un capitano senza il quale la squadra non avrebbe nemmeno giocato. Il suo nome è Giovanni Malagò».

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