Non si ferma la rivolta dei generali, anzi: governo di dilettanti dannosi

lunedì 3 giugno 19:46 - di Redazione

Non si ferma la rivolta dei generali italiani contro la gestione della Difesa da parte del governo. “Non sono andato alla parata militare del 2 giugno perché io e miei colleghi vogliamo attrarre l’attenzione dell’opinione pubblica sulle questioni di Difesa e sui suoi problemi per i quali questo governo con la sua disattenzione, dilettantismo e segnatura ideologica d’accatto, come le dichiarazioni di Roberto Fico hanno testimoniato, sta provocando danni, temo in parte irreversibili, dello strumento militare italiano”. E’ quanto sostiene il generale Dino Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, precisando che la scelta di non partecipare alla parata militare del 2 giugno (similmente a quella di altri generali) non sia legata affatto al “taglio della pensione” ma perché sia importante catalizzare l’attenzione sulle questioni militari che sembrano passate in secondo piano.

“Una provocazione al solo scopo di creare un conflitto, quando invece dobbiamo sforzarci di trovare convergenze”. A parere di Vincenzo Camporini, ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica Militare e della Difesa e tra i generali ribelli che hanno disertato quest’anno la parata militare per protesta nei confronti del governo, le dichiarazioni del presidente della Camera Roberto Fico su migranti e rom hanno alimentato una polemica inutile. “E non perché chi ha citato non abbia pari dignità, ci mancherebbe… ma perché l’ha fatto solo per sollevare un problema”, spiega l’ufficiale. “La decisione di alcuni esponenti politici di strumentalizzare il 2 giugno, che dovrebbe unire tutti gli italiani, è indicativa di un clima pesante. Dovremmo tutti fare in modo di stemperarlo, rinunciando a facili occasioni di polemica”, esorta Camporini, a giudizio del quale è invece necessario “rimboccarsi le maniche” e lavorare per questo Paese. “Ritengo – aggiunge Camporini – che ci sia una deriva verso temi ideologici che non fa bene a nessuno, dobbiamo liberarcene: per questo ho deciso di non partecipare alla parata militare in una festa, che ripeto, dovrebbe tenere uniti tutti gli italiani nel rispetto di quelli che sono i principi della nostra Costituzione”. “Sono consapevole – insiste Tricarico – che in questo momento sono strumentalizzato a fini di lotta politica, consapevole anche che debbo prestare attenzione a non essere colpito dagli stracci che volano tra le due componenti politiche di governo, tuttavia il gioco vale la candela se tutto ciò serve a portare l’attenzione dell’opinione pubblica sui gravi problemi della Difesa che a mio parere deve essere governata con maggiore professionalità e meno ideologia”.

E ancora una voce si alza all’interno delle forze armate sulla festa del 2 giugno. Questa volta si tratta del generale Michele Franzé, ex vice comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, e sul sito Sassate ha espresso alcune “riflessioni in libertà”. “Tanti anni fa – ha scritto Franzè – nel 1963, appena entrato alla Scuola Militare Nunziatella, recitavo la preghiera dell’allievo che così diceva: ‘Oh Dio, Bontà e Sapienza infinita, ascolta la preghiera che eleviamo a Te noi che siamo i più giovani tra i figli in armi della nostra cara Patria…’. Oggi, a distanza di 56 anni, mi viene naturale rivolgere quella stessa preghiera all’Onnipotente così modificata: ‘Oh Dio, Bontà e Sapienza infinita, ascolta la preghiera che rivolge a Te uno che fu tra i più giovani dei figli in armi della nostra cara Patria. Ti ringrazio per avermi consentito, per un’intera vita spesa in uniforme, con un vertice politico di centro, di destra, di sinistra, di vivere con orgoglio, sempre e comunque, il mio essere militare; Ti ringrazio per non avermi mai fatto sentire colpevole per aver avuto in custodia un fucile, con il quale concorrere alla difesa della nostra amata Italia; Ti ringrazio per avermi consentito di emozionami, ieri come oggi, ascoltando le parole del nostro Inno o della canzone del Piave, nella presunzione di tenere ancora accesa la fiaccola alimentata dagli stessi valori sacri che furono dei nostri padri e dei nostri nonni’. Ti ringrazio ancora, oh Dio, Bontà e Sapienza infinita, per avermi risparmiato l’onta di rendere omaggio a chi oggi ignora cosa sia la Patria, l’Onore, la Bandiera”. Interpellato dall’Adnkronos, il generale Franzé ha confermato la sua posizione ma ha tenuto a sottolineare: “Non c’è alcuna polemica nelle mie parole. Era una riflessione puramente personale”. In ogni caso, aggiunge, “confermo quanto ho scritto”, ma “sono solo parole dettate dall’amor di patria. Non ho mai fatto polemica politica nella mia vita”.

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