Meloni: «Attenzione a come spendete i vostri soldi. Siamo alla dittatura fiscale»

martedì 11 giugno 17:57 - di Redazione

Non solo le aziende e le partite Iva. Anche i semplici cittadini dovranno passare sotto la scure del “Risparmiometro“, il sistema con cui l’Agenzia delle Entrate verificherà se – a suo avviso – entrate e uscite del bilancio familiare sono coerenti. Ovvero, lo strumento con cui ci verrà a fare i conti in tasca alla ricerca di evasioni, anche di piccola entità. Il “Risparmiometro” è un software che ha la capacità di scandagliare i conti in banca e che potrà essere usato dalla Guardia di Finanza per fare le sue verifiche. Se – secondo il fisco e i suoi agenti – i conti non torneranno, i cittadini saranno chiamati a pagare.

Meloni: «È dittatura fiscale»

«Fate attenzione a come spendete i vostri (!?) soldi! Se le entrate e le uscite del conto corrente non sono coerenti con gli standard dello Stato, attraverso un sofisticato sistema l’Agenzia delle Entrate e la GdF potrebbero convocarvi e chiedervi conto di tutte le spese fatte. La dittatura fiscale è ormai al suo culmine», ha commentato Giorgia Meloni, rilanciando sulla sua pagina Facebook la notizia della fine della sperimentazione, con un articolo dal sito di informazione e consulenza legale La Legge per tutti.

Contribuenti spiati da un computer

«Sarà il computer a dire all’Agenzia delle Entrate quali soggetti stanno evadendo, senza bisogno che prima venga avviata un’apposita indagine», spiega il sito, che fa anche un esempio pratico. «Mario Rossi – vi si legge – riceve mensilmente l’accredito dello stipendio dal proprio datore di lavoro che esegue il bonifico sul suo conto corrente (come del resto la legge prescrive). Dopo 12 mensilità, però, analizzando la lista dei movimenti del conto corrente del sig. Rossi, ci si accorge che questi ha prelevato solo piccole somme. Alla fine, i risparmi sono quasi pari a tutte e 13 le mensilità dello stipendio. Con quale denaro avrà fatto la spesa, pagato le utenze e la benzina? Come avrà mandato avanti la famiglia?». A quel punto il contribuente sarà chiamato a dare spiegazioni. Insomma, conclude La Legge per tutti, «con il risparmiometro, o super anagrafe finanziaria, il fisco potrà conoscere nel dettaglio tutte le movimentazioni e gli elementi di natura finanziaria dei contribuenti».

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Carlo Cervini 12 giugno 2019

    Le prossime elezioni si vinceranno sul Fisco, negli ultimi anni si è creato un immenso lager fiscale, che va smantellato, a danno dei risparmi degli italiani, con la scusa dalla lotta all’evasione e del gettito si sono inventate patrimoniali sulle giacenze nei C/c e sugli investimenti mobiliari nei dossier sotto la voce “Bolli”, non bastavano le 9 già esistenti sugli immobili e la Tobin tax sui titoli azionari; adesso una nuova patrimoniale sui contanti detenuti dai privati in casa o nelle cassette di sicurezza…….con questa bella idea Salvini si è bruciato in un colpo qualche milione di voti…………….ben gli stà !

  • Silvia Toresi 12 giugno 2019

    E poi parlano del fascismo!!!!!

  • andrea 11 giugno 2019

    A queste iniziative io ho risposto 2 anni fa così al ministro calenda, il quale ovviamente non mi ha neanche cagato. E ora ho in corso progetti per un paio di miliardi di $, neanche un centesimo arriverà in Italia.

    Signor Ministro,

    ci siamo conosciuti alcuni anni fa a Torino quando Lei era vice-ministro in occasione di una presentazione dell’Angola presso l’Unione Industriale.

    In occasione di quell’evento mi sono presentato a Lei come consulente della Asian Development Bank, nonché responsabile di altri progetti altrettanto importanti nei paesi in via di sviluppo nell’Africa sub-sahariana.

    Questo impegno internazionale mi ha dato soddisfazioni non facilmente descrivibili, non dal punto di vista economico ma in primis da quello umano. Mai dimenticherò quando sono entrato in una scuola secondaria superiore nel distretto di Patuakhali nella regione costiera del Bangladesh, e mi sono reso conto che questi ragazzi stavano vedendo un uomo bianco in carne ed ossa per la prima volta, e che stava portando loro il benessere dell’occidente.

    A fronte di queste soddisfazioni ho dovuto subire le più pesanti umiliazioni da parte del sistema fiscale italiano, a causa di personaggi che hanno come solo scopo quello di annientare il ceto medio italiano togliendo ai suoi esponenti il diritto all’esistenza.

    Penso che ora sia giunto il momento di presentare il conto alla Repubblica Italiana e a chi con le sue politiche di annientamento della dignità umana la sta distruggendo. Penso che sia giunto il momento di portare a Lei e ai Suoi colleghi le prove che questa politica non solo non paga ma è altamente controproducente.

    In dettaglio.

    Sono stato incaricato di curare l’efficientamento del sistema di generazione e distribuzione della energia elettrica nella isola di Pohnpei, nella federazione degli stati della Micronesia.

    Sono stato incaricato di ridurre la dipendenza della produzione della energia elettrica dai combustibili fossili nell’isola di Rarotonga e delle altre 7 isole minori dell’arcipelago meridionale delle Isole Cook.

    Sono stato responsabile nel progetto di illuminazione stradale delle 8 città principali del Bangladesh per un totale di 1000 km di strade, in parte con tecnologia solare, in parte tradizionali con illuminazione a LED. Valore del progetto cofinanziato dal Governo del Bangladesh e dalla Asian Development Bank. Mi sono occupato dei sopralluoghi, della redazione del capitolato e della valutazione delle aziende che hanno partecipato alla gara. Valore del progetto: circa 50 milioni di Dollari.

    Sono stato responsabile nel progetto di elettrificazione di circa 3000 scuole superiori nelle aree rurali del Paese non connesse alla rete elettrica nazionale. Progetto cofinanziato anche in questo caso in parte dal ministero dell’istruzione del Bangladesh e in parte dalla Asian Development Bank.Il mio compito in questo progetto è stato analogo a quello precedente. Valore originario del progetto: 150 milioni di Dollari, cifra che sarebbe stata destinata al raddoppio conseguentemente all’aumento del numero di scuole candidate a ospitare queste installazioni. Il valore del progetto avrebbe potuto salire ulteriormente considerando la successiva espansione degli interventi anche alle scuole di primo grado.

    Avrei voluto non limitarmi a fare il lavoro che mi è stato assegnato. Avrei voluto utilizzare queste occasioni per aiutare le imprese italiane per fare in modo che commesse di questa entità portassero lavoro in Italia. Quando si ha nelle mani la facoltà di scrivere quello che viene richiesto nel progetto e di giudicare chi vince è molto semplice aiutare gli amici.

    Avrei potuto facilitare l’assegnazione di questi lavori ad imprese italiane. Non è etico, non è professionale, ma consideriamo che si sarebbe trattato di un peccatuccio veniale in una nazione come il Bangladesh dove la corruzione è la norma al punto che la mazzetta è stata offerta palesemente anche al sottoscritto.

    Lo avrei fatto molto volentieri se questa Italia lo avesse meritato. E lo avrei fatto perché convinto in pieno che quello che produce l’Italia non è neppure lontanamente comparabile in termini di qualità e di professionalità con quello che avrebbero potuto proporre i concorrenti.

    Non lo ho fatto e non mi pento di aver preso una decisione simile. Non lo farò neanche nei prossimi progetti che avrò da sviluppare. Troppe sono le umiliazioni che ho subito da questa Repubblica Italiana, non merita la mia collaborazione.

    In conclusione: l’aver applicato studi settore e altri metodi presuntivi di determinazione del reddito del sottoscritto e tentare di estorcere poche migliaia di euro ha portato (fino ad ora) a una perdita di fatturato per il sistema Italia di almeno 350 milioni di Dollari, con le doverose ricadute in termini di occupazione, di miglioramento della bilancia dei pagamenti con l’estero e delle imposte che sarebbero state incassate dallo Stato.

    Sono all’orizzonte altri lavori che potrebbero portare lavoro in Italia ma al momento non intendo minimamente impegnarmi in tal senso, tanta e tale è la mia delusione nei confronti di una nazione che non merita alcuna riconoscenza.

    Questo è solo un estratto di quello che riguarda l’esperienza personale. Ho motivo di ritenere che il mio caso non sia isolato, e ad esso si aggiungono tutti coloro che hanno ricevuto una formazione di primissimo livello nelle università italiane e ora generano reddito e profitti per altri.

    Con i più cordiali saluti

    Ing. Andrea Bucci

    Torino

    335 827 6670

  • andrea 11 giugno 2019

    Direi FINALMENTE fanno dei controlli seri , per quelli che si lamentano : se non avete nulla da nascondere ( non fate evasione) non avete nessun problema quindi perche’ lamentarsi?

  • In evidenza