Mafia, blitz in tutta Italia. Colpo al clan Carini. Salvini esulta: «Lo Stato c’è»

giovedì 6 giugno 10:12 - di Natalia Delfino

Centinaia di agenti in campo e interi clan disarticolati. È il bilancio di una mattinata che si è aperta all’insegna di operazioni anti mafia in tutta Italia, realizzate nell’ambito di tre diverse inchieste coordinate da altrettante procure. Epicentri sono stati Palermo, Foggia e Reggio Calabria, ma numerose sono state le città interessate dall’intervento di polizia e carabinieri, impegnati a colpire gli interessi che le cosche avevano radicato anche lontano dai loro territori d’elezione. «Decine di arresti contro la mafia pugliese, sequestri per più un milione di euro nel reggino perché in odore di ‘ndrangheta, blitz contro i clan in provincia di Palermo. Grazie a Forze dell’Ordine e inquirenti. Lo Stato c’è, fa pulizia e non molla la presa: per i criminali tolleranza zero», ha commentato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

A Palermo colpo al clan Carini

A Palermo e provincia, fin dalle prime luci dell’alba, è stata avviata una vasta operazione contro il clan Carini. I poliziotti della Squadra Mobile palermitana, in esecuzione di un’ordinanza di applicazione di Misure cautelari emessa dal Gip presso il Tribunale di Palermo, hanno arrestato nove persone che dovranno rispondere, a vario titolo, dei reati di associazione mafiosa e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini spaccio. Inoltre, dall’inchiesta è emerso come la cosca opprimesse il tessuto economico locale: prima di aprire un’impresa serviva una sorta di “autorizzazione” dei boss. Le indagini, hanno spiegato gli investigatori, hanno permesso di evidenziare «come gli uomini della famiglia di Carini controllassero in modo capillare il territorio di riferimento, con la sistematica sottoposizione ad estorsione degli operatori economici della zona che, prima di intraprendere qualsiasi attività, dovevano, inoltre, ottenere una sorta di autorizzazione preventiva da parte della famiglia».

Contro i clan di Foggia, 200 agenti  in tutta Italia

Estorsione, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, spaccio di droga, danneggiamento, reati in materia di armi, lesioni personali e tentato omicidio, tutti aggravati dalle finalità di mafia, sono poi i reati contestati nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura distrettuale antimafia di Bari contro i clan della provincia di Foggia. Si tratta di una operazione vastissima, che sta impegnando le Squadre mobili di Foggia e Bari e il Servizio centrale operativo con il supporto di 30 equipaggi dei Reparti prevenzione crimine. In totale sono oltre 200 i poliziotti in azione tra Foggia, Napoli, Milano, Salerno, Rimini, Campobasso, Pescara, Chieti, Teramo, Ascoli Piceno e Fermo.

A Reggio Calabria confiscati beni per oltre 1 milione

Infine l’operazione in provincia di Reggio Calabria, che ha portato alla confisca di beni per oltre un milione, nei confronti di Quinto Antonio Rosaci e dei figli Antonino e Santoro di Melito di Porto Salvo (Rc). Il provvedimento parte dai risultati delle indagini condotte dal comando provinciale dei carabinieri, nell’ambito del procedimento ”Ada” e concluse nel 2013 con l’esecuzione di provvedimenti restrittivi personali nei confronti di presunti affiliati alla cosca di ‘ndrangheta ”Iamonte” di Melito di Porto Salvo, tra i quali Quinto Antonio Rosaci che, secondo gli investigatori, per conto della stessa, aveva assunto una posizione di «comando e responsabilità» nella frazione di Lacco di Melito Porto Salvo. Rosaci, detto “Mastro Quinto”, ritenuto un punto di riferimento per coloro che intendevano “investire” in attività economiche riguardanti l’utilizzo a fini di lucro dei videopoker, è stato condannato dalla corte di Appello di Reggio Calabria, con sentenza divenuta definitiva nel 2018.

 

 

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