L’appello dei poliziotti a Salvini: «Aiuta il nostro collega, ha un tumore al cervello»

14 Giu 2019 13:15 - di Redazione

Tre anni fa gli viene diagnosticato un raro tumore cerebrale, il glioblastoma. Un dramma nel dramma per L. condannato a dover pagare una sanzione di 310mila euro come ultimo atto di una vicenda giudiziaria cominciata nel ’92. La storia di un poliziotto di Padova di 53 anni viene raccontata in una lettera inviata al ministro dell’Interno Matteo Salvini (e per conoscenza al capo della polizia Franco Gabrielli) dai sindacati di polizia (Fsp,
Sap, Siulp, Siap, Silp, Uil e Cosip). “La sorte e la burocrazia hanno riservato al nostro collega un trattamento indefinibile. Ci affidiamo a lei”, scrivono. “L. sta lottando come un guerriero contro la sua malattia. Un servitore dello Stato che con uno stipendio di 1.500 euro al mese dovrebbe riuscire a far fronte ad una cifra insostenibile da
pagare al Ministero dell’Interno per risarcire la parte lesa”, spiega all’Adnkronos Mirco Pesavento, segretario provinciale del Sap di  Padova.

Per il collega le segreterie provinciali dei sindacati chiedono nella  lettera “una soluzione umana”. L., 34 anni di servizio alle spalle,  si è trovato coinvolto in un fatto di cronaca che risale al 31 marzo del 1992 quando in una stazione metropolitana di Milano viene fermato un uomo per una identificazione. All’improvviso un poliziotto sferra una ginocchiata sui genitali del fermato provocando la successiva orchiectomia di un testicolo. L. era lì solo come supporto ed era distante dal fermato. Tuttavia, reo di non aver impedito il colpo, viene condannato insieme ad altri tre agenti. I sindacati concordano con l’avvocato di L. che i fatti siano stati travisati, che il collega non avrebbe mai potuto impedire un accadimento del tutto imprevedibile e nella lettera non escludono che il tumore possa anche essere frutto di “27 anni di preoccupazioni, ansie, sofferenze, notti insonni ed esborsi di denaro per tentare di difendersi dalle macchine processuali, penale, contabile”. “Questo è un caso, ma quanti L. ci sono a parità di condizione? La lettera – spiega Pesavento – è un’espressione di solidarietà al collega e alla moglie, auspicando una risposta di eguale solidarietà. Ma indirettamente vuole anche mettere in luce il grande tema: la mancanza di chiare regole di ingaggio da parte del Dipartimento di Pubblica sicurezza e di garanzie funzionali complicano l’attività quotidiana delle forze dell’ordine. Ora l’introduzione del taser – strumento utilissimo – sicuramente migliorerà le condizioni dal momento che eviterà il corpo a corpo ma in attesa è possibile che episodi del genere si ripetano”.

L. si è sposato a 50 anni e poco dopo è venuto a sapere del grave tumore che continua a tenere nascosto agli anziani genitori. Come se non bastasse, arriva il regalo di nozze più amaro: lo scorso anno la Questura gli notifica la cifra improponibile da pagare in solido ma di fatto da solo, visto che altri due colleghi risultano insolvibili.
Intanto, gli viene pignorato un quinto dello stipendio. “Una mostruosità” secondo i sindacati che si appellano a Salvini. Di fronte a “una situazione disperata bisogna mettersi una mano sul cuore” e favorire “una soluzione ‘umana'” ad un “trattamento indefinibile, peggiore di una condanna sulla sedia elettrica”.

Commenti

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  • vincenzi 14 Giugno 2019

    Mi dispiace che questo Stato dia credito e faccia pagare i disonesti assassini che entrano indisturbati in proprietà altrui, questa è giustizia della magistratura. VIA DALL’ITALIA.