La botta di Zingaretti ai suoi deputati serve a preparare il ribaltone di governo

lunedì 24 giugno 14:45 - di Francesco Storace

In politica quando prendi di petto il punto debole del tuo competitore di solito sono dolori. E se Zingaretti insiste qualche occhio miope potrebbe essere tentato di fargliela pagare. Magari cucinandolo d’estate alle feste dell’Unità o come le chiameranno. Perché la botta ai deputati Pd per le vistose assenze alla votazione di fiducia sul decreto crescita è suonata inaspettata. E siccome il corpacciute renziano in Parlamento si vede e fa politica è evidente che Nicola ha un obiettivo in testa. Dire a un deputato che non fa il suo dovere lo espone alla rappresaglia popolare. Ci mancava che facesse direttamente i nomi. Lo avrebbero aspettato dietro la prima curva.

“Perché lo ha fatto?”

C’è un motivo più politico nella reprimenda. Come dire “dovete fare i conti con me, il partito non siete più voi”.
In molti si sono interrogati, nel partito, sul motivo dell’uscita del segretario. I numeri erano insufficienti a buttare giù il governo, è quindi sembrato un avvertimento. Uno come Michele Anzaldi – che c’era – non la manda a dire: “Un autogol clamoroso, mentre sui nostri successi come la votazione su Foa e su Radio Radicale hanno registrato un silenzio tombale di Zingaretti”.

I renziani non devono pensare di comandare ancora

Da una parte Zingaretti soffre l’eccesso di peso degli uomini del suo predecessore: Delrio alla Camera e Marcucci al Senato vengono dalla scuola renziana e mal sopportano la nomenclatura che si è insediata al Nazareno dopo le primarie. Alcuni affermano che il segretario del Pd abbia iniziato una strategia per disarcionare i due capigruppo. Altri guardano alla fine della legislatura, che un giorno si dà per prossima ed un’altra per lontana, come redde rationem. Zingaretti si prepara a dire “che vi candido a fare se poi in Parlamento non ci state?”. Rozzo, ma efficace.
C’è da scommettere che il Pd comincerà a fare un po’ di baccano nelle aule parlamentari e il leader avrà modo di dire di aver determinato la “svolta”. Vada come vada, la realtà è che l’avvertimento ai deputati servirà a Zingaretti per tenere a bada le resistenze renziane in caso di crisi gialloverde e di prospettiva di un governo con i Cinquestelle che non sembra più essere un tabù.

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