Inchiesta minori, Bignami denuncia: non lo facevano per soldi ma per ideologia (gender)

venerdì 28 giugno 17:25 - di Redazione
Bambini strappati alle loro famiglie, piccoli suggestionati anche con impulsi elettrici, le loro parole mistificate, quei pochi ricordi cancellati, i disegni falsificati e interpretati solo in un’unica direzione: dimostrare la liceità di quei sequestri autorizzati e artificiosamente ammantati del pannetto morale e dell’urgenza sociale, probabilmente in nome di un preciso progetto ideologico. Un orrore senza fine, quello che sta emergendo con l’inchiesta non a caso denominata “Angeli e Demoni”, grazie alla quale la raccapricciante catena di soprusi giuridici e psicologici è stata finalmente spezzata, dono anni di infamia e di dolore per tutti quei genitori rinnegati e quei figli sottratti al loro amore, indagando sull’operato dei servizi sociali e delle strutture pubbliche preposte alla tutela dei minori, passando al setaccio una miriade di affidi illeciti. Un’inchiesta che ha già portato alla custodia cautelare per 16 degli indagati, a partire proprio dal sindaco di Bibbiano, e dall’assistente sociale Federica Anghinolfi finiti ai domiciliari.

Inchiesta Val D’Enza, minori sottratti ai genitori, Galeazzo Bignami: una vergogna eretta a modello di sistema

E sul caso, esploso in tutto il suo potenziale di sconcerto e dolore, indignazione e rabbia, l’esponente di Forza Italia Galeazzo Bignami tuona richiamando tutte le persone coinvolte alle proprie responsabilità morali. «Il Pd portava la gestione dei servizi sociali della Val d’Enza come esempio in Regione ed oggi fanno gli scandalizzati?», ci racconta il parlamentare azzurro ricordando quando «venivano in Regione ad additarci il sistema Val d’Enza come esempio. Federica Anghinolfi, individuata dagli inquirenti come vertice di questo sistema, era un personaggio che veniva invitato dappertutto», ovunque ci fossero le bandiere del «Pd, dell’Arci, ecc.», lei vessillo vivente «per le famiglie arcobaleno in quanto esponente di quel mondo». Una evidenza confermata dai vari calendari di eventi – come indica il sito di Bologna Today che riporta tra gli eventi in rassegna alla edizione del 2016 della Festa dell’Unità al Parco Nord dal 25 agosto al 19 settembre, un seminario dal titolo “Avere cura dell’infanzia, violenze e maltrattamenti e prostituzione minorile, nuove sfide per istituzioni e società” che, guarda caso, vedeva nel carnet degli ospiti Federica Anghinolfi – e che oggi, alla luce di tutto quanto emerso, grida vendetta. Certo, aggiunge doverosamente Bignami, «la magistratura accerterà quel che è successo e di sicuro non bisogna né generalizzare, né sentenziare», ma all’ipocrisia retorica e alla morale a scoppio ritardato di parte del Pd che proprio in queste ore, attraverso soprattutto gli annunci di Del Rio e di Venturi, anticipa che si costituirà addirittura parte civile nell’inchiesta «dico proprio no, adesso basta», conclude l’esponente forzista.

Dietro tanto orrore, c’è forse più un piano ideologico che un business economico: ecco perché

Anche perché, tutto quanto accaduto a Reggio Emilia e nella Val d’Enza, non può essere accaduto solo per ritorni economici, sottolinea Bignami. «Non è un caso – ci dice infatti in conclusione il parlamentare di FI – che tutto sia accaduto e poi scoppiato oggi in una realtà geo-sociale come quella dell’Emilia Romagna, dove fino alle ultime elezioni locali non c’è mai stata alternanza, e dove la sinistra ha avuto tempo e modo di erigere una cortina di ferro ideologica a sostegno di strutture e modelli pubblici sulle orme della cultura e della filosofia social gender. «Nell’inchiesta Pd e Regione non c’entrano niente col giro economico – ribadisce a scanso di equivoci Bignami – ma di fatto c’è stata sempre una collusione ideologica e politico-culturale con il modello familiare perseguito da questa donna – convinta militante Lgbt – che aveva come unico scopo quello di affermare una precisa ideologia anti-famiglie tradizionali e pro modello famiglie arcobaleno». E non è un caso, che solo nel maggio 2014, tra le relatrici illustri di un seminario dal titolo “affidarSI. Uno sguardo accogliente verso l’affido LGBT” organizzato presso la Sala degli Stemmi di Palazzo Soardi, figuri tra gli altri proprio «la Anghinolfi, in veste di Resp. Serv. Sociale Integrato Unione Valdenza». Così come non può essere un caso se, in un estratto del provvedimento del Gip si dice di una delle persone arrestate, la dirigente del Servizio di assistenza sociale dell’Unione Comuni Val D’Enza, Federica Anghinolfi, «omosessuale e già legata ad alcune donne affidatarie di minorenni», che sarebbero state «la sua stessa condizione personale e le sue profonde convinzioni a renderla portata a sostenere con erinnica perseveranza la “causa” dell’abuso da dimostrarsi “ad ogni costo”». Per questo, insiste Bignami chiudendo il suo intervento, «che oggi Venturi, assessore regionale alla sanità, insieme all’ex ministro Del Rio condannino lo scandalo, annunciando che il Pd si costituirà parte civile», dopo aver propagandato tutto il Pd istituzionale e locale il modello Anghinolfi come il migliore possibile, «da estendere addirittura a tutta la regione, suona davvero inaccettabile».

Di seguito il video dell’Intervento di Galeazzo Bignami sul caso degli affidi illeciti nella Val D’Enza preso dal suo profilo Facebook

Commenti

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  • Antonella Frison 4 luglio 2019

    VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA LA SINISTRA E’ IL DEMONIO INCARNATO DOVE PASSA DISTRUGGE! distrugge bambini genitori intere famiglie.

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