In Europa la parte del clandestino la fa il governo Conte, escluso da tutti i giochi

sabato 8 giugno 13:34 - di Caterina Ronchieri

Europa buona, Europa cattiva, Europa garanzia di pace e prosperità con il secondo mercato unico del mondo o Europa matrigna che affama i suoi cittadini? Il dibattito è diventato estenuante e in questo modo rischiamo di perdere di vista quali siano le cose veramente essenziali. Proviamo a rimettere in ordine almeno il soggetto, il verbo e il complemento.
Il Ministro Salvini ha cominciato a sollecitare il Premier Conte perché nomini con la massima urgenza il Sottosegretario agli Affari Europei, per dargli mandato di negoziare con i partner europei. Questa è un’ottima idea, è senz’altro importantissimo avere nel Governo una figura che occupi a tempo pieno di Europa. Forse sarebbe il caso di elevarlo al rango di Ministro, in modo che almeno abbia lo stesso potere negoziale dei suoi omologhi europei.

Un sottosegretario in Europa non può fare nulla

C’è pero’ un elemento fondamentale che pare non rilevare. La Diplomazia ha le sue regole, e suoi protocolli sono rigidissimi, uguali in tutto il mondo e che si ripetono nei secoli. Salvini, ad esempio, non incontrerà Donald Trump nel suo viaggio negli USA perché un Vice Premier non incontra un Presidente. Come da protocollo.
Gli accordi internazionali, e quelli che riguardano l’assetto delle prossime istituzioni europei in primis, si prendono a livello di Primo Ministro, al massimo del Ministro degli Esteri, che ha su di sé il potere protocollare per farlo. Un Sottosegretario agli Affari Europei al tavolo con i premier non ci si può neanche sedere. A negoziare la Brexit non è stato certo il Ministro agli Affari Europei, ma la povera Teresa May, che si è assunta tutte le responsabilità delle fallimentari azioni del suo Governo.
Giorno dopo giorno emerge il fatto che il nostro Governo è talmente escluso dai giochi negoziali che all’Italia viene offerta la poltrona di Presidente del Consiglio Europeo, che deve andare ad un ex premier. E l’Europa offre quella poltrona ad Enrico Letta, che non rappresenta certo il nostro Governo o gli attuali assetti politici del Paese.

L’Italia non sa negoziare

Quello che pare non rilevi nel dibattito sull’Europa è che non abbiamo possibilità di scelta. Bisogna sedersi ai tavoli e negoziare, con tutta la forza politica che i voti presi dal un leader nel proprio paese possono portarsi appresso.
Si è già assistito al disastro provocato dall’usare il ministro degli Affari Europei per i negoziati. Abbiamo perso l’EMA, l’Agenzia Europea per il Farmaco, nonostante la nostra candidatura fosse molto più forte di quella olandese.
I Premier negoziano tra di loro e purtroppo il Presidente Conte non appartiene a nessuna delle grandi famiglie politiche europee. Illustre sconosciuto e senza aver mai preso un voto che sia uno, non gode di credibilità internazionale, non ha costruito solidi rapporti con i nostri alleati storici e non si prende nemmeno il disturbo di cercare di incontrarli e parlare con loro.
In questa situazione non sarà certo un  Sottosegretario agli Affari Europei a risolvere le cose, semplicemente perché non ha il potere per farlo. E’ molto urgente individuare figure di alto profilo con specchiata credibilità internazionale per arrivare a incidere sui processi decisionali europei. E non possiamo prescindere dal consenso degli altri. Dagli accordi con gli altri.
Questo Governo sta arrecando grave danno a questo Paese, in modo molto più profondo di quanto venga comunemente percepito. L’isolamento a livello europeo non può portarci che al disastro. Bisogna aggiustare la rotta, siamo come il Titanic che si sta schiantando contro un iceberg. A differenza loro però il nostro iceberg è perfettamente visibile davanti a noi e non modificare la rotta sarebbe solo un suicidio perfettamente annunciato.

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