Giornata contro la droga. Bellucci (FdI): in Italia 720 tipi di sostanze sintetiche (Video)

mercoledì 26 giugno 16:35 - di Redazione

«La droga dilaga e produce morte ma nessuno ne parla», ha denunciato ancora poco fa la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. «Nessuna pietà per chi vende morte ai nostri giovani e per le mafie che fanno affari con lo spaccio», ha dichiarato a stretto giro il ministro dell’Interno Matteo Salvini. E non è un caso: oggi è la “Giornata internazionale contro la droga”, un’iniziativa decisa dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel dicembre del 1987, che ha fissato in calendario la data del 26 giugno per una 24ore di osservatorio sul fenomeno, istituita dalla risoluzione 42/712 del 1987 dell’Onu e sancita con la relativa Convenzione del 1988 ratificata da 189 Paesi e che, come dichiarato dal presidente Mattarella, «costituisce l’occasione per sottolineare la necessità di accrescere l’azione e la cooperazione a livello nazionale e internazionale per combattere l’abuso e il traffico illecito di sostanze stupefacenti».

Oggi è la giornata internazionale contro la droga

«Aiutare i giovani a dire no alla droga, far capire loro che il rifiuto è una prova di coraggio e un passo verso la crescita individuale», ha sottolineato il presidente della Repubblica, «è un dovere»; tanto che poi, subito dopo l’inquilino del Quirinale ha aggiunto: «Il grave ed allarmante fenomeno della tossicodipendenza, che ha assunto nel tempo nuove e più insidiose forme di penetrazione, di accesso e di assuefazione e che colpisce tanti ragazzi in situazioni di difficoltà materiale, psicologica e ambientale, esige il rafforzamento degli strumenti di prevenzione e di controllo da parte delle istituzioni». Ma, ha quindi concluso Mattarella, «All’impegno dello Stato non può non affiancarsi – anche attraverso più incisivi e permanenti modelli collaborativi – l’opera insostituibile delle famiglie, della scuola e di quel vasto e articolato settore del volontariato che ha saputo spesso offrire speranza e fiducia attraverso un’efficace azione di prevenzione, di educazione, di recupero e di reinserimento sociale».

Lotta alla droga, gli interventi di Giorgia Meloni e Maria Teresa Bellucci (FdI)

E allora, mentre Giorgia Meloni continua a ribadire il suo «no alla droga, senza se e senza ma», sottolineando come e perché, «in occasione della 32esima Giornata mondiale della lotta alla droga, Fratelli d’Italia» è scesa in piazza per tornare a «chiedere al Governo un imponente piano di contrasto e prevenzione per far fronte ad una vera e propria emergenza sociale», rimarcando che «i dati sono inconfutabili: ogni 7 giorni muoiono 6 persone di overdose, in Europa l’Italia è al terzo posto per uso di cannabis e al quarto per cocaina, si spacciano 730 tipi diversi di sostanze e tra i giovani è quadruplicato il consumo» e concludendo che «la droga dilaga e produce morte ma nessuno ne parla. Basta perdere tempo! Bisogna agire subito», l’esponente di FdI, Maria Teresa Bellucci, in un’intervista rilasciata a Radio Radicale, riportata nel link del video postato in basso, rilancia sul tema affermando che la tossicodipendenza è tornata a livelli di «emergenza sociale»: e snocciola gli inquietanti dati menzionati anche dalla stessa Meloni. «Le nostre piazze  – aggiunge quindi la Bellucci – sono piene di sostanze sintetiche che 30′ anni fa non circolavano, e che arrivano a coprire 720 tipi di droghe diverse: questo ce lo dice l’Osservatorio europeo sulle dipendenze e tossicodipendenze». C’è un dilagare dell’eroina gialla da parte della mafia nigeriana che, dal nordest arriva fino alla Sicilia, che aumenta il rischio di dipendenza e di morte per overdose (anche per come questa droga viene tagliata»… Per questo, quando anche il ministro dell’Interno Salvini, intervenendo sulla giornata internazionale contro la droga, ribadisce: «Nessuna pietà per chi vende morte ai nostri giovani e per le mafie che fanno affari con lo spaccio. Moltiplicheremo i nostri sforzi per contrastare sempre di più la vendita di droga: controllo del territorio, prevenzione, pene più severe, dialogo continuo con gli esperti del settore. L’ambizione è avere gli stessi risultati ottenuti contro il business dell’immigrazione clandestina», istituzioni e opinione pubblica non possono non condividere.

 

 

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