Francia, rapporto al Parlamento: l’Islam avanza e con esso la segregazione delle donne

22 Giu 2019 15:52 - di Redazione

Il 26 giugno sarà reso pubblico in Francia un rapporto del Parlamento voluto dal deputato repubblicano Eric Diard e dal macroniano Eric Pouillat sull’islamizzazione della Francia: e si scopre che ad essere colpite sono soprattutto le donne, oggetto di un crescente processo di segregazione. Il rapporto choc è stato anticipato dal settimanale le Point e ne ha dato notizia il quotidiano Il Foglio in un articolo di Giulio Meotti.

All’inizio di maggio aveva fatto molto discutere il post del  poeta algerino Kamel Bencheikh, che vive a Parigi, in cui denunciava quanto accaduto a sua figlia nel XIX arrondissement parigino: “Intono alle 23 mia figlia Elise aspettava l’autobus della linea 60 con un’amica, alla fermata Botzaris, vicino al parco delle Buttes Chaumont. Quando è arrivato l’autista si è fermato, le ha guardate ed è ripartito senza aprire le porte”. L’uomo, secondo quanto raccontato dalla ragazza, aveva l’aspetto maghrebino e non si è fermato perché le ragazze avevano la minigonna.

A quanto pare non si tratta di un caso isolato: nel rapporto si parla di autisti di autobus che si rifiutano di prendere servizio dopo una donna, di asili in cui le femmine sono separate dai maschi, di locali vietati alle donne, di rifiuto di stringere la mano alle donne e altre forme di discriminazioni non più striscianti ma esplicite.

A Parigi ci sono quartieri come La Chapelle, Goutte d’Or e Barbès dove le bande di islamici imperversano. Già nel 2016 France 2 aveva realizzato un servizio sulle zone islamiche di Parigi dove si applica la sharia e dove le donne non possono andare in giro da sole.

A Trappes, nell’Ile de France, il 70 per cento della popolazione è musulmana: qui il Natale non si festeggia, qui – ha scritto la stampa frances e- “l’Islam ha vinto la Repubblica…”.

L’islamizzazione radicale genera nuove forme di antisemitismo: un anno fa fu lanciato proprio in Francia il “manifesto contro il nuovo antisemitismo” scritto da Philippe Val, l’ex direttore di Charlie Hebdo. Il documento, firmato da 300 personalità – tra cui Sarkozy e Aznavour –  chiedeva in sostanza la reinterpretazione di alcuni passaggi del Corano, giudicati fomentatori di odio.

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