Festa del Ramadan a scuola: gli alunni italiani vengono “sfrattati” dalla palestra

giovedì 6 giugno 14:57 - di Augusta Cesari

Tutti gli alunni a fare ginnastica all’aperto sotto il sole, mentre gli scolari di fede islamica erano in palestra a celebrare la festa di fine Ramadan. In pratica “sfrattati”, come recita il titolo del Resto del Carlino che ha diffuso l’ennesimo esempio di cattivissima integrazione. E  avvenuto a Castel San Pietro, in provincia di Bologna, comune guidato dal sindaco Fausto Tinti del Pd . Esplode la polemica sull’opportunità di concedere un luogo pubblico per l’evento conclusivo del mese sacro dell’islam, di fatto a discapito di una parte della scolaresca, quella di fede cattolica. Tutto nasce dalla segnalazione di alcuni genitori dei bimbi che frequentano la scuola media Pizzigotti e, che, via whatsapp, hanno raccontato al consigliere comunale di Prima Castello,  Giovanni Bottiglieri, della sorpresa avuta. «Ci siamo ritrovati con il parcheggio pieno di cittadini di religione islamica che regolamentavano anche la viabilità, e abbiamo sentito provenire dalla scuola i canti della loro religione». «La scuola, tra l’altro – spiegano ancora mamme e papà – non aveva avvertito noi genitori, sembrava una situazione surreale. I ragazzi hanno dovuto fare ginnastica all’aperto».

Ramadan a scuola, Bignami: «Malafede ideologica»

Va giù duro Forza Italia con   Galeazzo Bignami e il consigliere Marco Lisei: « il Partito Democratico “invoca” la laicità a targhe alterne. Si scoprono laici solo quando sotto Natale devono togliere i presepi, riferimenti alla Natività o eliminare dalle aule i crocifissi», dice Bignami  al Giornale. Ipotizzando “una crociata” dem solo contro i principi cattolici. «Questa è malafede ideologica. Se i sinistrati si vergognano della nostra storia e delle nostre radici è un problema loro, non possono farlo diventare un problema di tutti noi».

Il sindaco del Pd si difende ma…

Il sindaco Fausto Tinti respinge le accuse. «La festa di fine Ramadan – spiega al Carlino – si svolge da anni, e da anni una delle due associazioni islamiche presenti nel nostro comune chiede la disponibilità della palestra per un periodo di preghiera e per la festa finale» . La palestra è stata sì concessa per l’Iftar («pagando lo stesso corrispettivo che viene richiesto a tutte le altre associazioni»), ma non per i giorni di preghiera. «Il periodo che ci era stato richiesto – spiega il primo cittadino – coincideva con una serie di attività che in orario extra-scolastico vengono svolte nella palestra Pizzigotti da altre associazioni sportive. L’abbiamo invece concessa per la festa finale, concordando con la dirigenza delle medie che le attività di educazione fisica quel giorno venissero svolte all’aperto dagli studenti». Assurdo.

«Siamo alla follia»

La risposta di Bignami è da applausi: «Siamo alla follia – attacca – vengono buttati fuori dagli spazi scolastici dei bambini per consentire agli islamici di celebrare il ramadan. Vi rendete conto? A forza di parlare di integrazione e tolleranza si sta auspicando una vera e propria sottomissione da parte di chi, vergognandosi della propria identità, sta favorendo l’islam in nome di un multiculturalismo che per primo l’islam nega. Provassero a fare queste cose nei paesi islamici. Vediamo cosa gli succede».

Commenti

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  • giuseppe 6 giugno 2019

    ‘O secolo … non c’era solo il sole, c’era grandine, pioggia vento, e cosa strana la neve (forse l’ultima di primavera) insomma una giornata da brividi e da … sogni! CHE UNTORI BRAVI CHE SIETE voi di questo secolo: il 500 e il 600 vi fanno il solletico!

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