FdI incontra i familiari delle vittime di crimini efferati: «Non vi lasciamo soli»

venerdì 14 giugno 12:15 - di Redazione

Lo Stato non abbandoni i familiari delle vittime di crimini efferati. Fratelli d’Italia chiede al governo di incrementare il fondo di indennizzo e di rivedere  gli accordi bilaterali sull’estradizione annunciando un pacchetto di emendamenti al dl Sicurezza che presto verrà esaminato in Parlamento.

Fratelli d’Italia incontra l’Unione italiana vittime di crimini efferati

Ad accendere i riflettori sull’oblio in cui sono lasciate le famiglie Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera, e il deputato di Fd Federico Mollicone, dopo l’incontro con l’Unione italiana vittime, rappresentata da Paola Redaelli e una delegazione dell’associazione composta dai familiari di vittime di crimini efferati. Tra questi i genitori di Daniela Bani uccisa brutalmente con oltre venti coltellate quattro anni fa dal marito tunisino, Chaanbi Mootaz, e quelli del giovane Lorenzo Claris Appiani ammazzato mentre si trovava in tribunale a Milano nell’aprile del 2015. «Dopo l’assassinio di Bani nel 2014 – ricordano i due parlamentari in una nota congiunta  – il marito Chaambi Mootaz è finito in latitanza, i suoi anni a piede libero sono terminati solo pochi mesi fa quando a febbraio scorso è stato arrestato in Tunisia. Attualmente è in carcere, ma non esiste possibilità di estradizione». Mootaz era destinatario di un provvedimento restrittivo dall’autorità giudiziaria di Brescia, poi esteso a livello internazionale. In vista del riesame della Cassazione delle sentenze sull’assasino di Daniela, i due parlamentari auspichiamo che non vengano modificate le pronunce dei primi gradi di giudizio. «Appiani, invece, venne ucciso per negligenza dei responsabili della sicurezza negli uffici giudiziari che hanno consentito all’omicida di entrare in un tribunale con un’arma da fuoco e compiere una strage. La causa è ancora in corso». I genitori hanno citato in tribunale il Comune di Milano, il Ministero Giustizia e la All System, la società di vigilanza privata.

«L’Italia riveda gli accordi sull’estradizione»

«Ciò che lega i familiari di queste due vittime – dicono Rampelli e Mollicone – è una profonda sfiducia nei confronti dello Stato e una grande richiesta di giustizia. Come Fratelli d’Italia ci batteremo affinché la Tunisia sia inflessibile con il responsabile dell’orribile delitto, che l’Italia aggiorni i suoi accordi bilaterali sull’estradizione e che il governo incrementi il fondo di indennizzo in favore delle vittime di crimini efferati prevedendo che simbolicamente l’importo sia commisurato al costo per lo Stato del trattamento del criminale. Dall’inchiesta al processo fino alla rieducazione. Visto l’oblio cui sono destinate vittime innocenti e famiglie di queste violenze, che almeno venga stabilito il principio della “par condicio”, tanta attenzione lo Stato riserva ai carnefici quanto debba dedicarne alle vittime», concludono annunciando la proposta di un tavolo di lavoro presso il ministero della Giustizia per «ricordare al governo che i cittadini che hanno subito un’offesa e un dolore non vanno lasciati soli».

 

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