Ecco come torchiano il popolo delle partite Iva. Ricchiuti: “Ora basta”

domenica 9 giugno 10:21 - di Redazione
“Un Paese civile  – dichiara Lino Ricchiuti presidente del movimento Popolo Partite Iva, federato con Fratelli d’Italia  – non fonda la pretesa tributaria su studi e parametri che portano alla determinazione del reddito d’impresa su base induttiva ancorché in un periodo di crisi di proporzioni bibliche. Vanno immediatamente rivisti tutti quegli strumenti che mortificano il sacro diritto costituzionale alla contribuzione secondo il reddito effettivamente conseguito da ognuno. In questi anni gli studi di settore hanno portato molte imprese ad adeguare il reddito mai effettivamente realizzato per non ritrovarsi perseguitati da un fisco che ha trovato sempre più alleate le commissioni tributarie”.

Soprusi fiscali

“Gli stessi studi adeguati alla crisi – prosegue Ricchiuti – non hanno migliorato la situazione sottoponendo i contribuenti a parametri non veritieri facendone fallire o chiudere a migliaia con debiti enormi diventati poi cartelle esattoriali che non potranno mai essere onorate ,perché provenienti da soprusi fiscali fuori ogni regola costituzionale(art.53) . Allora se il governo intende davvero cambiare passo ma poco ci credo, non faccia il gioco delle tre carte confermando l’istituzione degli indicatori sintetici di affidabilità (I.S.A)  che prendono il posto degli studi di settore , che ancora una volta ci diranno a tavolino se siamo affidabili o meno”.

Giornate senza clienti

“E chi lo decide se siamo affidabili? – si chiede ancora Ricchiuti – Gente che non ha mai alzato una serranda in vita sua?”. “Non è possibile determinare gli utili di una piccola azienda o negozio né sulla base della lunghezza di un bancone nè sul consumo della energia elettrica quando si è costretti a stare tutto il giorno in un negozio ad aspettare che qualche cliente ci caschi dentro. E’ normale che la corrente viene consumata senza avere alcun riscontro di incasso vero”, conclude. “Si continua nel godere nel vincere facile?”.

Commenti

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  • William 9 giugno 2019

    È vero siamo perseguitati ed usati solo come bancomat… per noi non esistono diritti ma solo doveri! E poi l’inversione dell’oneredella prova è inaudito e non consono ad una democrazia.insomma per lo stato siamo evasori a prescindere da tutto sta a noi dimostrare il contrario! Assurdo! Di maio non eri tu che in un comizio avevi detto che avresti eliminato questo obbrobrio?

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