Di Battista fa il salvatore dei Cinquestelle. Il web: «Parli come un liceale esaltato»

giovedì 20 Giugno 10:39 - di Fulvio Carro

Rieccolo Alessandro Di Battista, in arte Dibba. Si veste da salvatore della patria. Si autoproclama guida (non solo spirituale) del M5S. Ma il web non lo accoglie bene. Di Battista promette di ricandidarsi. E ipotizza una deroga al limite dei due mandati in caso il governo dovesse cadere.

Il palcoscenico è la tv, ospite di Lilli Gruber. Commenta presente e futuro dei Cinquestelle e del governo. E i social lo accolgono come ormai da tradizione: dividendosi. Ad applaudirlo solo solo i fedelissimi M5S, che sembrano vedere nell’ex deputato ribelle l’unica figura in grado di risollevare le sorti del Movimento. «Ale sei grande!», «con te torneremo nelle piazze e alla vittoria», i commenti più gettonati fra quanti vedono l’annuncio della discesa in campo come una manna dal cielo. Sono coloro che non perdonano a Di Maio la débâcle elettorale. Ma tantissimi sono i fischi, le critiche e gli sfottò. In molti a Di Battista rinfacciano soprattutto pensieri e dialettica «da liceale esaltato», c’è chi lo accusa di «attaccamento alla poltrona» chiedendo di derogare l’intoccabile – almeno finora – regola dei due mandati in caso di elezioni anticipate.

Troppo per gli utenti, che per l’occasione hanno anche rispolverato un vecchio tweet del vicepremier e capo politico 5S Luigi Di Maio. Nel “cinguettio” datato 31 dicembre 2018, il ministro – evidentemente indispettito da indiscrezioni di stampa – aveva tuonato: «La regola dei due mandati non è mai stata messa in discussione e non si tocca. Né quest’anno, né il prossimo, né mai. Questo è certo come l’alternanza delle stagioni e come il fatto che certi giornalisti, come oggi, continueranno a mentire scrivendo il contrario». Ora, dopo la nuova discesa in campo e la richiesta di Di Battista in diretta tv, sono i tanti a pretendere scuse e a puntare il dito sugli incoerenti 5S.

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