Ciriani (Fdi): “Il governo Conte cadrà sulla manovra economica“

domenica 9 giugno 9:40 - di Francesco Storace

Quando cadrà il governo?

“La mia sensazione è che questo governo cadrà sulla legge di Bilancio, sotto il peso delle sue contraddizioni ma soprattutto delle sue sballate politiche”. È netto il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato Luca Ciriani in questa intervista al nostro giornale: “Il governo ancora oggi non ci ha detto dove troverà gli oltre 20 miliardi per sterilizzare le clausole di salvaguardia. A questo si aggiunge il peso di una manovra correttiva. E non oso pensare cosa accadrebbe se l’Ue decidesse di avviare la procedure di infrazione. Per questo ritengo che la Legge di Bilancio spazzerà via il governo, che è stato capace soltanto di aumentare il debito per finanziare spesa improduttiva come il reddito di cittadinanza“.

Flat tax solo una promessa

“E purtroppo la flat tax – prosegue Ciriani – rimarrà soltanto una promessa, a dispetto dei tanti proclami di Salvini. Anziché sperperare risorse nel reddito di cittadinanza, di cui hanno beneficiato criminali e nomadi, queste risorse sarebbero potute servire per tagliare le tasse. Dall’inizio della legislatura FdI ha presentato la sua proposta di flat tax, immediatamente realizzabile e a costo zero, ma la Lega e il M5S hanno sempre detto di no. E temo che fino a che ci sarà questa maggioranza la flat tax rimarrà un’illusione o, peggio ancora, una promessa elettorale ”.

Quale percorso potrebbe preferire Fdi se si dovesse arrivare alla crisi di governo?

“Alle elezioni europee gli italiani hanno mandato un messaggio molto chiaro e cioè che vogliono essere governati dal Centrodestra. Gli italiani hanno già sfiduciato questo governo, si tratta di capire quando il M5S e la Lega se ne renderanno conto, anche se considerando la loro avidità di poltrone sarà difficile che tolgano il disturbo. Fratelli d’Italia, come in più occasioni ha ribadito Giorgia Meloni, ha sempre avuto un atteggiamento trasparente e a prova di inciucio e quindi è evidente che per noi la crisi di governo dovrà seguire un percorso lineare e alla luce del sole. Non abbiamo fatto accordi per il potere né con il Pd e tantomeno con il M5S, per questo dinanzi all’impossibilità di questo governo di andare avanti chiederemo di andare alle elezioni. La parola dovrá ritornare agli italiani”.

“Punire chi nega le foibe”

Nel frattempo, c’è una tua proposta di legge che ti piacerebbe vedere approvata?

“Mi auguro che possa essere approvato il reato di negazionismo per chi ancora oggi offende la memoria di centinaia di migliaia di italiani morti nelle foibe. Credo che vada perseguito chi nega questo pezzo drammatico e per troppo tempo dimenticato della nostra storia. Non si tratta, sia chiaro, di fare a gara sulle tragedie così come non esistono stragi di serie A e B ma piuttosto impedire che si calpesti la memoria di un dramma italiano, che già per troppo tempo è stato nascosto. E poi lo Stato italiano con una sua legge ha riconosciuto una giornata da dedicare alle foibe. Prevedere un reato di negazionismo per le foibe avrebbe il senso di completare e rafforzare questa legge”.

Tra gli avversari al Senato chi stimi di più e chi non sopporti proprio

“Come nella vita anche in politica accade che ci siano persone con cui c’è maggiore condivisione di valori, progetti e idee, mentre con altri meno. La mia stella polare rimane il bene degli italiani e della Nazione. Chi se ne allontana è evidente che non può avere la mia stima. Ma come recita quell’antico proverbio, si dice il peccato ma non il peccatore…”.

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