Centinaio al Secolo: “Conte doveva avvertire i suoi ministri”. “Pronti al voto”

martedì 4 giugno 19:53 - di Francesco Storace

L’agricoltura italiana torna a respirare, e il ministro Gianmarco Centinaio (Lega) ne è giustamente soddisfatto. Ne parla in questa intervista al Secolo d’Italia, sottolineando la vicinanza delle istituzioni ai coltivatori e alle aziende. Poi, la politica. Come andare avanti col governo, “ci saremmo aspettati che Conte informasse i suoi ministri prima di parlare in tv”, le alleanze prossime.
E’ corretto dire che senza l’agricoltura – visto il più 2,9 per cento sul Pil di quest’anno – saremmo in recessione?
“I dati diffusi in questi giorni dall’Istat confermano un trend più che positivo, personalmente sono soddisfatto ma non sorpreso. Sostengo da sempre che l’agricoltura può e deve candidarsi ad essere il settore trainante di questo Paese, uno dei pilastri della nostra economia interna nonché un peso fondamentale nella bilancia import-export. L’agroalimentare è un’eccellenza, e come tale va tutelata, ma è anche e soprattutto un valore economico e come tale bisogna continuare a investire per far sì che il comparto si affermi in produttività e generi occupazione. La crescita nettamente superiore dell’agricoltura rispetto ad altri settori dimostra che stiamo facendo un ottimo lavoro come Ministero. Stiamo andando nella direzione giusta, consapevoli però che c’è ancora molto da fare”.

Agricoltura fuori dall’emergenza

In sintesi, quali fattori hanno determinato il buon andamento del settore?
“Mai come oggi le istituzioni sono state a fianco di coltivatori e aziende agricole. Credo che essenzialmente si tratti di questo, di far percepire che c’è un sistema Italia, che le imprese, gli attori della filiera, le istituzioni, tutti possono e devono agire congiuntamente con un obiettivo comune. Presentarsi compatti, sotto la stessa bandiera, ci rende più forti e competitivi agli occhi del mondo. Ragionando in quest’ottica abbiamo gestito le criticità che si sono presentate, intervenendo tempestivamente con provvedimenti efficaci. Stiamo uscendo dalla logica emergenziale, puntando ad azioni programmatiche a lungo termine. Abbiamo iniziato con l’olivicoltura, pensiamo al flagello della Xylella al Sud, passando per la Sardegna con la crisi del settore ovinocaprino, stiamo dando risposte alle filiere con 400 milioni di euro, un miliardo per le infrastrutture idriche. Il vino è il settore che sta tirando di più sia per consumi interni che per esportazioni, abbiamo superato la Spagna nelle esportazioni in mercati imponenti come la Cina, e poi c’è il Giappone dove grazie ad un accordo di libero scambio stiamo assistendo a una crescita senza precedenti e la nostra presenza si fa sentire. Grazie al nuovo Comitato vini e al decreto Ocm vino con cui abbiamo messo a disposizione 100 milioni di euro, credo il mondo del vitivinicolo abbia nel futuro prospettive più che ottimistiche. Ci sono stati anni bui, l’agricoltura è una macchina che bisogna far ripartire e ce la stiamo mettendo tutta con ottimi risultati”.

“La campagna elettorale è finita”

Poi, la politica. Quanto dura il governo?
“Abbiamo stretto un patto di governo. Ci sono stati punti di forza e di debolezza, sono state prese decisioni che possono piacere e non piacere. Per quanto ci riguarda non ci sono dubbi o titubanze, intendiamo proseguire questo percorso e continuare a lavorare nel bene esclusivo del Paese e degli italiani. Parliamo di contenuti e facciamo ciò che c’è da fare. Noi rispondiamo coi fatti non con le parole. Questo ci interessa, e se l’intenzione è comune si va avanti come si è iniziato. Una cosa è certa: la campagna elettorale è finita e adesso bisogna tornare a concentrarci sulle cose concrete. Da parte nostra c’è tutta la buona volontà”.
Come giudica il discorso di Conte di ieri?
“Il presidente del Consiglio ha chiesto chiarezza istituzionale. Noi siamo stati leali e rispettosi del contratto di governo fin dall’inizio. Ci saremmo aspettati che prima di fare un messaggio davanti a 60 milioni di italiani, anche qualche minuto prima, Conte informasse noi e i suoi ministri. Noi abbiamo chiesto al premier, persino durante la campagna elettorale, di parlare di cose serie e concrete com’è stato fatto dal primo giorno di questa legislatura. Bisogna tornare a concentrarsi sull’agenda politica e istituzionale che deve contemplare argomenti realizzabili, concreti, materie che interessano gli italiani. Noi a differenza di altri non abbiamo mai smesso di lavorare, a testa bassa e nel bene del Paese.

Ai Cinquestelle: “Con i no non si governa”

I cinque stelle non smetteranno di dire no? La pazienza quanto dura?
“Noi le nostre priorità le abbiamo messe sul tavolo. Flax Tax, taglio delle tasse, autonomia regionale, rilancio degli investimenti, apertura di tutti i cantieri fermi, e per quanto riguarda il mio Ministero, revisione dei vincoli europei, rinegoziazione della Pac, superamento della Bolkestein. Sono i temi per rilanciare l’Italia. E poi tutte le misure importanti per aiutare cittadini, imprese, famiglie. Adesso ci aspettiamo che si lavori in questa direzione, per non tradire la fiducia che milioni di italiani hanno riposto in questo governo e tenere fede alla promessa di ‘cambiamento’ sui cui è stato sigillato questo patto. Una cosa è certa, con i no non si va da nessuna parte e non si governa. E le conseguenze dei tanti no di questi ultimi mesi sono sotto gli occhi di tutti”.

“Nulla è scontato nelle alleanze”

Se si vota, come vi presenterete? Centrodestra, alleanza con Meloni, da soli?
“Se si vota, noi siamo pronti. E non soltanto oggi, alla luce degli ultimi risultati, come qualcuno può pensare. Eravamo pronti anche a luglio, quando c’era il rischio del ritorno alle urne. Certo, oggi, il dato politico è sotto gli occhi di tutti. La tornata elettorale delle amministrative e delle europee ha decretato un chiaro vincitore ed è la Lega. Gli elettori dicono questo, hanno premiato l’azione e il buon governo della Lega perciò ritengo che si debba partire da qui. Da parte nostra c’è la buona volontà di andare avanti, ma se non ci dovessero essere le condizioni, se non si riesce a mettersi d’accordo, allora sarebbe un problema. Con chi ci presenteremo se si vota? Noi per ora siamo rispettosi dei nostri alleati di governo e non parliamo di future alleanze mentre si cerca di tenere in piedi un esecutivo. In futuro si vedrà. Alle amministrative siamo alleati con partiti di centrodestra ma non è detto che lo stesso schema debba essere riproposto automaticamente anche alle politiche. Quello che ci interessa sono le convergenze sui programmi e le cose da fare. Il resto lo lasciamo ai retroscenisti dei giornali”.

Commenti

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  • Pasquino Taiocchi 5 giugno 2019

    Cercate di essere obiettivi, la Lega lavora, ma il M5S blocca i suoi lavori. Risultato: zero! In tal modo, le attese di ripresa economica evaporano al sole!

  • Mauro Collavini 5 giugno 2019

    Mi piaCEREBBE SENTIRE DAL MINISTRO COSA NE PENSA E COSAA HA INTENZIONE DI FARE CONTRO L’ACQUISTO DEL PARMIGIANO REGGIANO DA PARTE DEI FRANCESI. NON SAREBBE MEGLIO SE L’INTERO SETTORE DIVENTASSE UNA GRANDE COOPERATIVA IN CUI AFFLUIREBBERO SIA I PRODUTTORI DI LATTE SIA I TRASFORMATORI?

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