Castrazione chimica, in Alabama è legge. «Cosa aspetta l’Italia?»

martedì 11 giugno 14:35 - di Luciana Delli Colli

Castrazione chimica per chi è stato condannato per reati sessuali su minori di 13 anni. Succede in Alabama, dove la governatrice repubblicana Kay Ivey ha firmato la legge che impone il trattamento a partire da un mese prima della scarcerazione e fino a quando una Corte non lo riterrà più necessario. «La legge è un passo verso la protezione dei bambini in Alabama», ha commentato Ivey. Rimbalzata in Italia, la notizia è stata accolta positivamente da Matteo Salvini. È «un modo per prevenire altre violenze e intervenire su persone evidentemente malate, oltre che col carcere anche con una cura farmacologica. Sono convinto sia una buona pratica da adottare anche in Italia, come la Lega propone da anni», ha commentato il ministro dell’Interno.

In libertà solo con la castrazione chimica

La legge dell’Alabama, proposta dal repubblicano Steve Hurst e approvata da entrambe le Camere alla fine del mese scorso, definisce la castrazione chimica come «la somministrazione di farmaci che riducono, inibiscono o bloccano la produzione di testosterone, ormoni o altre sostanze chimiche» al fine di rimuovere l’interesse sessuale e rendere impossibile a una persona compiere atti sessuali. Il provvedimento prevede tra l’altro che i condannati paghino il trattamento di tasca loro e stabilisce che se scelgono di non riceverlo più sarà in violazione della libertà condizionale. Quindi, dovranno tornare in carcere.

«In Italia cos’altro aspettiamo?»

«In Italia abbiamo perso vent’anni senza un motivo, ma ora confido davvero che i tempi siano maturi anche per noi per introdurre la castrazione chimica temporanea come continuo a chiedere da vent’anni con proposte di legge che nessun Parlamento e nessuna maggioranza finora ha voluto discutere», ha commentato Roberto Calderoli, promotore di una legge in questo senso, sottolineando che una legge come quella dell’Alabama «non è per punire ulteriormente i colpevoli degli stupri, ma semplicemente per proteggere i bambini». «Una norma di banale buon senso. Una misura con effetti temporanei e assolutamente reversibili, una cura per chi soffre di patologie incontrollabili per inibire chimicamente per un periodo limitato di tempo le pulsioni deviate di questi violenti criminali. Si tratta di curare dei malati e proteggere i bambini. Ma cosa aspettiamo – ha concluso Calderoli – a votare la proposta di legge che da tempo ho depositato in Senato?».

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